APPROFONDIMENTI

Israele e Autorità Palestinese contro i giornalisti di West Bank

Speciale per Africa ExPress
Valentina Vergani Gavoni
28 maggio 2026

I giornalisti di West Bank, i territori occupati dall’esercito israeliano, chiedono aiuto ai colleghi internazionali.

Eyad Hamad denuncia ogni giorno la repressione della libertà di stampa da parte dell’Autorità Palestinese. Ma la sua voce è censurata da entrambe le narrazioni: sia quella a favore che quella contro l’occupazione della Palestina.

Per la cosiddetta propaganda “propal” infatti, la corruzione dell’unico interlocutore politico del popolo oppresso non sembra essere la minaccia principale da combattere. Per i palestinesi che vivono in Cisgiordania invece è il primo nemico interno che devono affrontare, dopo quello esterno: Israele.

Eyad Hamad è un giornalista palestinese. Ha lavorato 20 anni come cameraman televisivo per l’Associated Press (AP).

Durante la sua carriera ha seguito gli eventi in Cisgiordania, la guerra del 2014 nella Striscia di Gaza e la Grande Marcia del Ritorno a Gaza. Ha anche coperto la Primavera Araba in Egitto, Tunisia e Libia. Ha inoltre lavorato in Turchia, Arabia Saudita, Algeria e Giordania.

Eyad Hamad, giornalista palestinese in West Bank

Dopo aver protestato contro l’arresto di un collega da parte dell’Autorità Palestinese, e aver espresso solidarietà a un altro giornalista che aveva perso un occhio dopo essere stato colpito da un soldato israeliano mentre documentava gli scontri, è stato licenziato.

Eyad Hamad e colleghi in supporto del giornalista Muath Amarneh che ha perso un occhio a causa dei colpi di arma da fuoco israeliani

L’AP (Associated Press) gli ha poi inviato un’e-mail informandolo del suo licenziamento. Sono passati sei anni e non è più riuscito a trovare lavoro in Palestina a causa delle restrizioni imposte dall’Autorità Palestinese.

Il giornalista Eyad hamad in stato di arresto

“La realtà per noi giornalisti qui è molto difficile, stretti tra l’occupazione israeliana e l’Autorità Palestinese, che perseguono entrambe una politica di repressione del dissenso”, afferma Eyad in una conversazione con Africa ExPress.

“Anche mio figlio Emil, dell’agenzia americana AP, è stato licenziato a seguito di una denuncia della polizia palestinese”, dice il collega.

Giornalisti senza diritti

“Il Palestinian Journalists Syndicate fa parte dell’Autorità Palestinese, e io ero a capo del comitato dei fotografi in Palestina. Ho provato anche a parlare con la Federazione Internazionale dei Giornalisti, ma mi hanno detto di rivolgermi al mio sindacato”.

Il giornalista Eyad Hamad e l’esercito israeliano

“I miei colleghi giornalisti hanno organizzato proteste e manifestazioni di solidarietà a Gaza e in Cisgiordania quando è stata annunciata la decisione di licenziarmi. Il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi però non ha partecipato. E a poi rilasciato una dichiarazione in difesa della polizia palestinese”, afferma Eyad Hamad.

“Ho sempre criticato la corruzione. Per questo motivo sono stato convocato nei centri di sicurezza palestinesi e interrogato per i miei post sui social media”, denuncia.

Eyad Hamad, West Bank

“Molti hanno paura. Se il capo del Sindacato dei Giornalisti Palestinesi è un dipendente della televisione ufficiale palestinese, e parte del Sindacato è composta da membri dell’Autorità Palestinese, che tipo di Sindacato è questo? E come intende difendere i diritti dei giornalisti?”, domanda il collega di West Bank.

“Molti attivisti temono di essere arrestati dagli israeliani in seguito alla richiesta dell’Autorità Palestinese che è ormai diventata l’esecutrice delle decisioni prese dall’esercito di occupazione. Ed è parte integrante della cospirazione contro il popolo palestinese. Non ha alcun potere reale in Cisgiordania. Coloni e soldati sono presenti quotidianamente nei territori amministrati dell’Autorità Palestinese, da nord a sud”, spiega.

E conclude:“Chiunque si rifiuti di denunciare le ingiustizie commesse dall’Autorità Palestinese è complice della corruzione”.

Valentina Vergani Gavoni
valentinaverganigavoni@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Valentina Vergani Gavoni

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, autrice dei libri "Metodo giornalistico applicato alla ricerca sociale a fine scientifico" e "Il mondo in un quartiere: immigrazione di massa, salute mentale, degrado e riqualificazione urbana". Fondatrice del Metodo CJM - Codified Journalistic Method. Laureata in International Relations and Politics in UK con un Master in Giornalismo IULM. Attualmente iscritta alla triennale di Psicologia.

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