SUDAFRICA

Sudafrica, travolto da una nuova ondata di xenofobia: uccisi due mozambicani

Africa ExPress
Pretoria, 4 giugno 2026

Nelle ultime settimane sono scoppiati nuovamente tumulti xenofobi, vere e proprie rivolte contro i migranti in Sudafrica. Lo scorso weekend alcuni mozambicani sono stati persino ammazzati a Mossel Bay.

Secondo Maputo le vittime sarebbero cinque, mentre la polizia sudafricana parla di “sole” due. E, sempre in base a un comunicato rilasciato dal governo del Mozambico, ben 800 connazionali sarebbero stati coinvolti nelle violenze scoppiate venerdì passato a Mossel Bay.

Qualche giorno fa un folto gruppo di sudafricani arrabbiati di Kleinmond si è presentato davanti alla casa di un migrante del Mozambico: “Gente come te se ne deve andare da qui”. La stessa scena si è ripetuta molte volte, la delegazione xenofoba ha bussato alle porte di tanti altri migranti presenti in città, situata nel distretto di Overberg, nella provincia del Capo Occidentale.

Attacchi xenofobi in Sudafrica

Uno dei migranti ha raccontato ai reporter della BBC che i sudafricani sono persino entrati nella sua casa e hanno portato via tutti i suoi poveri averi.

Il giovane impaurito, è scappato insieme a altri e si sono tutti nascosti sulle vicine montagne, dove hanno passato due notti. Ora sono accampati alla bene e meglio con parecchi connazionali a altri, provenienti dal Malawi, nel municipio di uno dei Comuni del Capo Occidentale. Sono ormai oltre cento e temono per la loro vita. Sperano di essere inseriti nel programma dei rimpatri volontari.

Permessi regolari

Eppure, la maggior parte dei migranti assaliti a Kleinmond aveva i documenti in regola. Lo ha sottolineato Grant Cohen, consigliere comunale della città. Infatti, nelle ultime settimane le autorità preposte all’immigrazione avevano effettuato numerosi controlli in ristoranti e altre attività commerciali alla ricerca di lavoratori irregolari, ma senza gran successo.

Le manifestazioni sono organizzate da gruppi contrari all’immigrazione non regolare. Tra i movimenti coinvolti figura March and March, una piccola fazione estremista. I loro raduni si trasformano spesso in vere e proprie cacce all’uomo, terrorizzando i migrati e non di rado le gravi intimidazioni spingono i loro governi d’origine a organizzare il loro rimpatrio.

Accra rimpatria connazionali

A fine maggio il governo del Ghana ha riportato a casa quasi 300 connazionali, distrutti dalle violenze xenofobe. Tra loro alcuni erano residenti in Sudafrica da anni con regolare permesso di soggiorno, revocato all’improvviso e senza spiegazioni. Altri, invece, avevano documenti di lavoro, rinnovati più volte, poi dichiarati come falsi dalle autorità.

Centinaia di migranti evacuati da un centro religioso a Durban

Il 21 maggio il Sudafrica, per timore che venissero presi di mira da gruppi xenofobi, ha evacuato 400 migranti irregolari da un centro religioso di Durban . Le persone, tra loro anche donne e bambini, per lo più provenienti da Somalia, Etiopia, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, sono poi state accompagnate in un centro  governativo per rifugiati.

“Sono fuggito dalla guerra nel mio Paese, ma non ho trovato la pace nemmeno in Sudafrica”, ha sottolineato uno degli evacuati.

Mentre le persone venivano portate via, alcuni militanti anti-migranti hanno applaudito e hanno urlato “FUORI”.

Elezioni locali

Sempre a maggio, il gruppo March and March aveva organizzato una grande manifestazione a Durban. Prese di mira persone provenienti da altri Paesi africani, accusti di essere responsabili della crescente criminalità nella regione. Il gruppo ha fissato il 30 giugno come termine ultimo entro il quale i cittadini stranieri privi di documenti devono lasciare il Paese. Un ultimatum privo di qualsiasi fondamento giuridico, a sei mesi dalle elezioni locali.

Gli attacchi xenofobi sono un problema ricorrente in Sudafrica. I poveracci che cercano una vita migliore nel Paese, vengono spesso accusati di essere responsabili delle difficoltà economiche, dell’alto tasso di disoccupazione e dunque del peggioramento delle condizioni di vita e dell’aumento della criminalità.

Ciò viene è ulteriormente alimentato dai social media, che amplificano i discorsi di incitamento all’odio contro i migranti, che vengono additati come capri espiatori.

Nonostante l’assenza di prove a sostegno di tali affermazioni, diversi politici di quasi tutti i partiti danno tendenzialmente credito a questa tesi per conquistare voti populisti in vista di elezioni, come quelle locali in programma a fine anno.

Appello alla calma

Il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha lanciato un appello alla calma. Martedì ha chiarito in Parlamento: “Dobbiamo essere chiari: ogni persona in Sudafrica – che sia cittadino o straniero – deve rispettare le nostre leggi, e i diritti di ogni persona nel nostro Paese devono essere tutelati”.

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