AFRICA

Cairo, Nairobi, Kampala volano insieme nello spazio contro i rischi climatici

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
18 aprile 2026

Lo scorso 11 aprile, un razzo SpaceX Falcon 9 è stato lanciato con successo da Cape Canaveral (Florida), verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

È una missione rifornimento di routine ma a bordo trasporta un’attrezzatura scientifica speciale made in Africa: la ClimCam (Climate Camera).
 Il progetto è stato selezionato nell’ambito dell’iniziativa Access to Space for All dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico (UNOOSA) in partnership con Airbus.

La partenza del vettore SpaceX Falcon 9 che ha a bordo la ClimCam lanciata da Egitto, Kenya e Uganda

ClimCam con IA

La collaborazione tra agenzie spaziali di Egitto (EgSA), Kenya (KSA) e il programma spaziale nazionale dell’Uganda porteranno grandi novità in quell’area geografica. ClimCam è una speciale telecamera multispettrale dotata di intelligenza artificiale (IA) integrata. È uno strumento che permette di osservare quella regione del Pianeta quattro volte al giorno e analizzare i dati direttamente a bordo dell’ISS. Le informazioni registrate forniscono ai centri di controlli dei tre Paesi africani informazioni quasi in tempo reale.

L’obiettivo del progetto è monitorare gli effetti del cambiamento climatico nell’Africa orientale, con particolare attenzione a siccità, inondazioni e gestione delle risorse agricole.

ClimCam, speciale telecamera multispettrale lanciata nello spazio da Egitto, Kenya e Uganda

Bartolomeo

Una volta arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale, la ClimCam viene sistemata su Airbus Bartolomeo, struttura esterna attaccata al modulo Columbus. (Nota curiosa: la piattaforma che ospita la speciale telecamera multispettrale è stata intitolata al fratello minore di Cristoforo Colombo).
 Bartolomeo consente carichi di 450kg e oltre all’osservazione della Terra, permette l‘utilizzo della robotica, esperimenti scientifici di astrofisica e dei materiali.

Uno strumento che può essere utilizzato sia da organizzazioni pubbliche sia private. In questo caso abbiamo un progetto misto pubblico-privato che coinvolge UNOOSA, le Agenzie spaziali di Egitto, Kenya e Uganda e Airbus.

I costi

L’alloggiamento sulla ISS è stato concesso gratuitamente come anche lo spazio nello slot Bartolomeo di Airbus Defence and Space. 
L’area occupata sulla ISS e sulla piattaforma esterna ha un valore commerciale che varia tra uno e due milioni di euro. Questa cifra viene coperta dalle Nazioni Unite e Airbus.
 L’Egitto ha fornito le infrastrutture principali per l’integrazione e i test nei laboratori del Cairo.

La piattaforma Bartolomeo sul modulo Colombus che ospita la ClimCam

Per i tre governi africani i principali costi sono gli stipendi di ingegneri e ricercatori e dell’hardware e software della videocamera multispettrale. Il Cairo, Kampala e Nairobi non hanno reso noto il loro budget. Secondo fonti informate questo tipo di progetti hanno costi che vanno tra 170.000 e 425.000 euro, suddivisi tra i partner.

Altra Africa nello spazio

Altri Paesi africani hanno cominciato la corsa allo spazio. Tra questi l’Etiopia che nel dicembre 2019, con il vettore cinese “Lunga marcia” ha lanciato il satellite climatico ETRSS-1. Nel 2023, dalla base spaziale di Vandenberg in California, con il vettore SpaceX Falcon 9, il Kenya ha lanciato il satellite Taifa 1. L’apparecchio, progettato e sviluppato da ingegneri kenioti, fornisce dati per l’agricoltura, la sicurezza alimentare e la gestione delle risorse naturali come l’acqua e le foreste del Paese. Anche il Ruanda, nel settembre 2019, ha mandato in orbita il RwaSat-1.

Traguardo storico

Con il volo nello spazio il progetto ClimCam ha raggiunto un traguardo storico. Ma anche un passo importantissimo per la cooperazione spaziale africana tra Egitto, Kenya e Uganda. Un esempio che altre Nazioni africane potrebbero imitare e una buona pratica della capacità degli scienziati africani che incoraggia la ricerca spaziale e la collaborazione nel grande continente.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com

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@sand_pin
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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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