Abuja, 15 aprile 2026
Il nord-est della Nigeria è stato nuovamente teatro di disperazione e morte. Sabato scorso l’orrore è arrivato dal cielo, da bombe sganciate da aerei militari e non dai terroristi Boko Haram in sella alle loro moto, come spesso accade.
Il mercato di Jilli, villaggio nel nord-est della Nigeria, è molto conosciuto e sabato scorso erano presenti molti commercianti e clienti, colpiti “erroneamente” dalle bombe dell’aeronautica militare nigeriana.
Secondo l’ONG Amnesty International, il bilancio delle vittime supererebbe i 100 morti. Molti altri sarebbero stati feriti, alcuni anche in modo grave, durante un’operazione anti-terrorista nell’area.
Dal 2009 la popolazione nel nord-est della ex colonia britannica è in preda a sanguinose incursioni dei jihadisti di Boko Haram e dei loro cugini di ISWAP (organizzazione legata alla stato islamico che si è staccato dal gruppo originale nel 2016).
Lawan Zanna Nur, un leader locale, ha confermato il raid aereo, ma, secondo lui, le vittime, tra morti e feriti sarebbero più di 200.
Le autorità dovranno ora confermare il numero delle persone ammazzate e ferite “accidentalmente”. Dal canto suo l’aeronautica militare ha fatto sapere di aver inviato sul posto l’Unità per gli incidenti e le indagini su danni ai civili per accertamenti in merito alle accuse.
In un comunicato di domenica scorsa, l’esercito di Abuja ha confermato l’attacco a Jilli, specificando che l’area è stata identificata da tempo come un importante corridoio e punto di convergenza di miliziani di ISWAP.
I militari hanno definito l’aggressione come “un’operazione ben coordinata e basata su informazioni di intelligence”, dichiarando di “aver condotto con successo un attacco aereo di precisione contro un noto covo di terroristi e centro logistico. E’ stato precisato che decine di estremisti sarebbero stati uccisi, nessuna menzione per quanto riguarda civili colpiti.
Una fonte dei servizi segreti nigeriani ha spiegato a AFP che l’intelligence sta osservando da tempo il mercato di Jilli. Il centro del commercio locale sarebbe completamente controllato dagli estremisti islamici, che riscuoterebbero tasse dai commercianti in cambio di sicurezza.
Un 35enne commerciante presente al momento del raid aereo sul mercato di Jilli, ha raccontato ai reporter dall’ospedale dove è attualmente ricoverato, di essere stato ferito. “Ho avuto tanta paura, volevo scappare, ma un amico mi ha costretto di restare sdraiato per terra insieme a lui”.
Secondo Daily Trust, quotidiano nigeriano online, incidenti simili sarebbero piuttosto frequenti nel Paese, dove, dal 2014 sarebbero state uccise 514 persone “per errore”.
Africa ExPress
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