Raila Odinga e Massimo Alberizzi
Nairobi, 15 ottobre 2025
Il leader dell’opposizione keniota Raila Odinga è morto all’età di 80 anni. Secondo quanto riferito mercoledì dalla polizia locale, si trovava nel sud India nel Kerala per controlli medici. La sua salma è ora nella clinica privata Ayurvedic. Sul Kenya si è abbattuto un vero e proprio terremoto politico che potrebbe trasformare la politica della nazione.
Odinga era una figura di spicco dell’opposizione del Paese, candidato senza successo alla presidenza in cinque occasioni, l’ultima delle quali nel 2022. E’ stato primo ministro dal 2008 al 2013, sotto la presidenza di Mwai Kibaki.
Ma è sempre rimasto una forza dominante, in grado di mobilitare grandi masse, in particolare nella sua regione natale, il Kenya occidentale.
La polizia indiana ha riferito all’AFP che stava passeggiando con sua sorella, sua figlia e un medico personale “quando è improvvisamente collassato”.
“Due agenti della polizia, un indiano e un keniota, erano con loro in quel momento. È stato trasportato d’urgenza in un ospedale privato vicino, dove è stata dichiarata la sua morte”, ha fatto sapere una fonte delle forze di sicurezza del Paese asiatico.
La morte di Odinga è stata confermata ai reporter della France Presse anche da un membro del suo team, che ha chiesto di rimanere anonimo in attesa di un annuncio ufficiale da parte del raggruppamento politico.
Nato il 7 gennaio 1945, Odinga ha trascorso i suoi primi anni in politica in carcere o in esilio, lottando per la democrazia durante il regime autocratico del presidente Daniel Arap Moi.
Membro della tribù Luo, è entrato in parlamento nel 1992 e si è candidato senza successo alla presidenza nel 1997, 2007, 2013, 2017 e 2022, sostenendo di essere stato privato della vittoria nelle ultime quattro elezioni a causa dei brogli.
Si è sempre presentato come un provocatore anti-establishment nonostante appartenesse a una delle principali dinastie politiche del Kenya: suo padre è stato il primo vicepresidente del Paese dopo l’indipendenza nel 1963.
La sua morte lascia un vuoto all’interno dell’opposizione, e non è affatto chiaro se qualcuno avrà la stessa capacità di mobilitare le forze dell’opposizione mentre il Paese si avvia verso un periodo elettorale potenzialmente instabile, in vista delle elezioni del 2027.
L’ex presidente della Corte Suprema del Kenya e attuale candidato alla presidenza, David Maraga, si è detto “scioccato” dalla notizia della sua morte.
Odinga era “un patriota, un panafricanista, un democratico e un leader che ha dato un contributo significativo alla democrazia in Kenya e in Africa”, ha scritto Maraga su X.
“Il nostro Paese ha perso uno dei suoi leader più formidabili, che ha plasmato la traiettoria del nostro amato Paese. All’intero continente mancherà la sua voce di spicco nella promozione della pace, della sicurezza e dello sviluppo. Il mondo ha perso un grande leader”, ha aggiunto Maraga.
AfricaExPress
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