AFRICA

Cinque presunte spie tra cui un britannico fucilate in Somalia dagli shebab

Africa ExPress
Mogadiscio, 10 ottobre 2018

I terroristi al Shebab non perdonano. Ieri hanno fucilato cinque uomini in una piazza pubblica. Si suppone che uno di loro sia Awale Ahmed Mohamed, con doppia cittadinanza somala-britannica. Fino al 2013 viveva a Londra sotto sorveglianza speciale per terrorismo; è sparito, dopo aver messo fuori uso il microchip di localizzazione e sembra fosse uscito da una moschea di Acton, quartiere multietnico ad ovest di Londra, travestito da donna, indossando il burka.

Mohamed Abu Abdalla, governatore degli al Shebab nei territori controllati dai terroristi ha fatto sapere che tutti e cinque sono stati condannati per spionaggio dalla corte poco prima dell’esecuzione. Ha precisato che avrebbero ammesso la loro colpevolezza.

Awale Ahmed Mohamed, presunta spia britannica

Tre dei condannati a morte avrebbero collaborato con l’intelligence degli Stati Uniti d’America: avrebbero indirizzato i droni verso gli obbiettivi da colpire. Un quarto uomo, invece, avrebbe passato informazioni al governo somalo, mentre Awale Ahmed Mohamed, sarebbe stato al soldo dell’M16, i servizi segreti britannici. Finora Londra non ha rilasciato alcun commento.

La storia di Mohamed è comunque molto più complessa di quanto possa sembrare. Nel 2011 è stato arrestato, picchiato e sottoposto a finte esecuzioni nell’auto-proclamato Somaliland, ma infine è riuscito a fuggire in Gran Bretagna. Nel 2014 Mohamed ha vinto in appello contro gli ordini restrittivi che gli erano stati imposti, ma nel 2015 è stato spiccato un mandato d’arresto nei suoi confronti.

Fonti di sicurezza somale ritengono che Mohamed abbia davvero raggiunto lo stato islamico, attivo nella ex colonia italiana, ma che non sia riuscito a reclutare nuovi simpatizzanti.  E’ anche possibile che sia stato solo un infiltrato nell’organizzazione shebab e che lavorasse per un gruppo estremista rivale. Una volta smascherato, è stato fucilato, ma per una questione di comodo gli hanno attribuito il ruolo di spia britannica.

Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo presidente della Somalia, recentemente, in collaborazione con gli Stati Uniti, ha lanciato una nuova campagna contro il gruppo fondamentalista. Droni americani hanno ucciso un numero significativo di militanti. Per questo motivo il gruppo terrorista, essendo sotto pressione, vede spie ovunque al loro interno.

Già lo scorso dicembre sono stati uccisi cinque uomini, tra loro anche un minore, tutti accusati di lavorare per l’intelligence americana e keniota.

Da anni gli shebab cercano di rovesciare il governo centrale della Somalia e di impadronirsi del potere. Nel 2011 i terroristi, legati ad al Qaeda, sono stati cacciati da Mogadiscio e grazie alle offensive condotte delle truppe somale e dei caschi verdi dell’AMISOM (African Union Mission in Somalia), hanno perso quasi tutti i territori che controllavano in precedenza. Tuttavia il gruppo terrorista resta molto attivo e pericoloso. Organizza frequenti attacchi a siti militari e civili, non solo all’interno della Somalia ma anche nel vicino Kenya. L’ex colonia britannica è presente in Somalia con le sue truppe che combattono nelle fila dell’AMISOM.

E proprio in Kenya, nella contea di Mandera, al confine con la Somalia, sono stati uccisi ieri due insegnanti. Si punta il dito sui terrorosti somali, che secondo una prima ricostruzione dei fatti avrebbero gettato un ordigno esplosivo sulle case degli insegnanti del collegio Arabia Boys Secondary School, nell’area di Lafey.

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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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