Il bus della società "Home" dopo il disastroso ribaltamento
Franco Nofori
Mombasa, 12 ottobre 2018
L’ennesimo e terrificante incidente stradale che coinvolge i mezzi del trasporto pubblico, si è verificato nelle prime ore del mattino di mercoledì scorso nella contea di Kericho. Un autobus della società “Home”, carico di passeggeri, aveva lasciato Nairobi nella tarda serata di martedì con destinazione Kakamega, nella zona occidentale del Paese. Nell’imboccare una ripida discesa, presumibilmente ad alta velocità, il conducente ha perso il controllo del mezzo che è uscito di strada precipitando in un dislivello di oltre quattro metri e capottando più volte, finche l’intera parte superiore dell’autobus è stata strappata via.
Il tragico evento si è verificato tra le tre e le quattro del mattino ed è costato la vita a cinquantacinque passeggeri, tra cui nove bambini. Altri quindici sono stati ricoverati nell’ospedale di Kericho per ricevere assistenza medica. Le autorità di polizia, coordinate dal comandante distrettuale, James Mugera, stanno cercando di accertare le cause del disastro, forse imputabile a un’imprudenza del conducente, a un colpo di sonno o a qualche guasto tecnico del mezzo. Ciò che è già stato appurato e che la società “Home” non aveva il permesso di effettuare viaggi notturni e pertanto dovrà risponderne in giudizio.
Il bilancio di vittime, per incidenti stradali in Kenya, è altamente drammatico ed è imputabile ad una serie di fattori: guida negligente e spericolata, cattive condizioni dei mezzi e pessimo stato delle strade che spesso non riportano neppure la più elementare segnaletica. Benché le autorità preposte al controllo del traffico, minimizzino questo bilancio denunciando “solo” tremila morti all’anno, i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanita (WHO) ne stimano oltre dodicimila, vale a dire: più di trentadue morti ogni giorno.
L’Italia, che non è certo un fulgido esempio per quanto riguarda la sicurezza stradale, conta a sua volta il triste bilancio annuo di 3.500 morti e quasi 250 mila feriti. Occorre però relativizzare questi dati, tenendo conto del fatto che in Italia vi sono oltre 51 milioni di veicoli circolanti, mentre il Kenya ne conta meno di 2 milioni. Fatto questo rapporto, si deve concludere che i disastri stradali in Kenya, rappresentano una vera e propria ecatombe in quanto a vite umane falcidiate e malgrado le continue assicurazioni del governo che annuncia robusti interventi, la situazione non migliora, anzi: si aggrava anno dopo anno.
Il recente e mostruoso indebitamento di oltre 60 miliardi di euro, contratto dal governo del Kenya con la Cina, è servito e servirà a creare infrastrutture faraoniche, ma ha svuotato le casse dello Stato compromettendo così la realizzazione di una vasta serie di opere minori, proprio quelle che servono ai cittadini nell’esercizio del loro vivere quotidiano: sanità, istruzione e sicurezza sulle strade.
Franco Nofori
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