Medaglie con diamante incastonato: Debswana World Athletics Relays Gaborone 26
Costantino Muscau
3 maggio 2026
Il Botswana finisce per la prima volta nel proscenio mondiale per un evento sportivo di Atletica leggera, ma fa discutere, per le possibili conseguenze politico-economiche, una decisione del presidente della Repubblica.
Duma Gideon Boko, 56 anni, capo dello Stato dal novembre 2024, ha fatto coniare per i vincitori 120 medaglie d’oro, d’argento e di bronzo con incastonati “veri, puri diamanti estratti, tagliati e lucidati interamente all’interno del Botswana”. Una mossa a sorpresa che ha aggiunto ulteriore rilevanza a una rassegna planetaria già di per sé di altissimo livello e interesse.
Si sono, infatti, conclusi ieri, nella capitale dello Stato senza sbocchi sul mare, i Debswana World Athletics Relays Gaborone 26 (Campionati mondiali di Staffetta), un evento di 2 giorni mai ospitato sul suolo africano.
Questa competizione si svolge ogni 2 anni, è un passaggio obbligato di qualificazione peri primi Campionati mondiali Ultimate di Budapest (evento a inviti, a settembre con montepremi di 10 milioni di dollari) e alla rassegna iridata di Pechino 27. Nella pista dello stadio nazionale del Botswana si sono sfidati, il 2 e il 3 maggio, oltre 700 atleti provenienti da 40 nazioni, tra essi gli uomini e le donne più veloci del pianeta (l’Italia era presente con 5 quartetti).
E i risultati si sono visti. C’è stato un record mondiale della Jamaica (4×100 mista, abbattuto il muro dei 40 secondi!), nella 4×100 maschile gli Stati Uniti con un tempo eccezionale (37”77) hanno piegato per un soffio la squadra di casa guidata da Letsile Tebogo, 23 anni, ormai eroe nazionale da quando a Parigi nel 2024 ha vinto il titolo olimpico sui 200 metri (primo nella storia del Paese) e, con la squadra quello della staffetta 4×400 metri.
Accolto da una standing ovation all’ingresso nello stadio, Tebogo ha mandato il pubblico in delirio durante l’ultima frazione della prima batteria. Ha portato il Botswana dal quarto al secondo posto con il record nazionale di 37.96 consentendo così alla sua nazionale di qualificarsi per la prima volta ai Campionati del Mondo di Atletica Leggera in questa specialità.
“Vedendo tanti giovani – ha commentato Tebogo – era importante per me motivarli e cercare di far crescere il maggior numero possibile di velocisti sui 100 metri. La staffetta 4×100 metri è qualcosa di nuovo che vorremmo sviluppare per il Paese, in modo da poter essere presenti a ogni campionato.”
Il Botswana ha poi stravinto ieri nella 4×400 davanti al pubblico in piedi, precedendo di poco il Sudafrica, nonostante un cedimento di Tebogo, ma grazie all’ultimo frazionista Busang Collen Kebinatshipi, 22 anni, medaglia d’argento ai Giochi di Parigi e d’oro ai mondiali di Tokyo (2025).
In questa specialità, però, la vera sorpresa è stato lo Zimbabwe, classificatosi per la finale. Altre buone notizie sono giunte dai velocisti del Senegal (4×400), dalle ragazze della Nigeria (4×100) e del Ghana e del Kenya. Un segnale che gli atleti del continente nero ormai cominciano a farsi valere anche nella velocità e non solo nelle gare di fondo.
Ciò che, però, ha scatenato un dibattito internazionale è stata la mossa del presidente Duma Gideon Boko, eletto per il raggruppamento Ombrella for Democratic Change il primo a governare dopo 58 anni di incontrastato dominio del Partito Democratico.
Un suo infiammato discorso alla vigilia dei Mondiali, ha sollevato il problema del controllo delle risorse, dello sviluppo della catena del valore e del ruolo dell’Africa nell’economia globale.
“Il fatto che per la prima volta le medaglie del World Athletics Relays siano col marchio di un diamante non è una scelta legata al design – ha dichiarato il presidente – ma l’enunciazione chiara che dietro ogni diamante naturale c’è un luogo, un popolo e una storia. Inserendo un diamante in ogni medaglia, il Botswana unisce sport e sovranità nazionale. Il Paese dimostra di essere in grado di estrarre, processare e vendere i suoi diamanti. Gli atleti premiati con queste medaglie non sono solo dei vincitori, ma sono anche portatori di un messaggio che potrà influenzare future negoziazioni con le multinazionali che storicamente hanno dominato questa industria”.
Il Botswana è uno dei maggiori produttori del mondo del preziosissimo carbonio cristallizzato e prendeva il 25 per cento dalla compagnia sudafricana De Beers,” storica” estrattrice della risorsa locale. Ora il Paese ha il 50 per cento del valore dei diamanti grezzi, ma Duma Boko vuole andare oltre: il passaggio da produttore a fornitore completo, dall’estrazione alla “raffinazione”, fatta in casa non all’estero.
Aveva dichiarato Sebastian Coe, 69 anni, presidente dell’Atletica Mondiale: “Il fatto stesso di queste staffette in Botswana significa molto per il continente, che, negli ultimi 50 anni, ha dato atleti straordinari. La storia dell’Atletica africana è in gran parte la storia dell’Atletica mondiale dell’ultimo mezzo secolo. Questo evento dimostra che l’Africa è maturata”.
Ma non solo nello sport, come dimostrano gli intenti del neopresidente.
Si è chiesto il canale televisivo Afriplus News: “Queste 120 medaglie sono un’iniziativa simbolica isolata o potrebbero segnare un cambiamento più profondo nel modo in cui le nazioni africane approcciano la proprietà delle risorse naturali e il posizionamento globale? Il Botswana sta mettendo in luce la propria capacità di andare oltre l’esportazione di materie prime, puntando alla produzione e al branding su scala globale”.
“Un diamante è per sempre” , recita il celebre slogan di De Beers. Dall’aria che tira in Botswana, non è detto che la proprietà dei giacimenti sia per sempre la stessa….
Costantino Muscau
muskost@gmail.com
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