UGANDA

Il figlio di Museveni e capo dell’esercito minaccia il leader dell’opposizione in Uganda: “Ti decapito!”

Africa ExPress
6 gennaio 2024

Non ha peli sulla lingua, Muhoozi Kainerugaba, capo dell’esercitodell’Uganda e figlio del presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986. Domenica scorsa ha dichiarato sul suo account X (ex Twitter) che vorrebbe decapitare il maggior oppositore del Paese.

Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Yoweri Museveni e capo delle forze di difesa dell’Uganda

Muhoozi Kainerugaba pubblica con una certa regolarità messaggi sui social network, totalmente fuori dalla norma per un personaggio pubblico del suo calibro. Nel 2022 aveva minacciato di invadere il Kenya. Allora il padre lo aveva ripreso severamente, invitandolo di chiudere i suoi account sulle varie piattaforme social. Per tale “bravata” ha dovuto chiedere scusa al governo di Nairobi.

100 mucche

E, sempre nel 2022, subito dopo le elezioni politiche in Italia, aveva postato su X che avrebbe voluto regalare 100 mucche a Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio dei ministri. Insomma il figlio del capo dello Stato dell’Uganda è imprevedibile.

Minaccia a Bobi Wine

Questa volta Muhoozi ha preso di mira Robert Kyagulanyi, in arte Bobi Wine, candidato alla presidenza all’ultima tornata elettorale del 2021, vinte ovviamente da Museveni. Già in passato, l’ex cantante e ora leader del partito, The National Unity Platform (NUP), ha dovuto subire pesanti intimidazioni dal regime.

Forse per questo motivo Kyagulanyi non ha preso alla leggera le parole del capo delle forze di difesa del suo Paese e lo ha scritto pure sul proprio account X .

La risposta del figlio del presidente è arrivata prontamente, sempre via X sotto il post di Bobi Wine: “Se Mzee (appellativo riferito al padre Museveni) non fosse lì, gli taglierei la testa oggi stesso”. E ancora: “Finalmente! Ti ho svegliato? Prima che ti decapiti, restituiscici i soldi che ti abbiamo prestato” (insinuando che precedentemente il governo aveva comprato Wine per indebolire l’opposizione).

Kampala non commenta

Finora Kampala non ha rilasciato alcun commento. Mentre un portavoce delle forze armate si è rifiutato dare spiegazioni in merito. Tempo fa il portavoce del governo aveva affermato che i post di Kainerugaba sui social media non devono essere presi sul serio e non riflettono la politica del governo.

Rapito politico

Si sa, il regime ugandese non apprezza critiche e tanto meno gli oppositori. Lo scorso novembre, è stato rapito Kizza Besigye in Kenya, dove si trovava per una breve visita. Besigye, è un esponente del partito Forum for Democratic Change (FDC) ed è stato ben quattro volte candidato alle presidenziali, elezioni che ha sempre perso. Negli ultimi anni è stato meno attivo politicamente e non ha nemmeno partecipato alla tornata elettorale del 2021.

Kizza Besigye, detenuto in una prigione di massima sicurezza a Kampala, Uganda

Tribunale militare

Ora l’oppositore è rinchiuso in una prigione di massima sicurezza a Kampala, perché accusato da un tribunale militare di possesso di pistole e di tentato acquisto di armi all’estero. Incriminazioni ovviamente negate da Besigye. La prossima udienza è prevista per la fine del mese.

Moglie denuncia

Intanto la moglie dell’accusato, Winnie Byanyima, direttore esecutivo di UNAIDS (Programma delle Nazioni Unite per HIV/AIDS) ha denunciato che la direzione del carcere Luzira Prison ha vietato le visite durante le festività natalizie.  La signora ha apostrofato tali misure come “crudeli e disumane”. E ha riferito ai reporter della BBC che il marito, rinchiuso in una minuscola cella, dietro ben sei sbarre, è forte e perseverante. Ha poi aggiunto:  “Temo però che possano fargli del male”.

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Valentina Vergani Gavoni

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, autrice dei libri "Metodo giornalistico applicato alla ricerca sociale a fine scientifico" e "Il mondo in un quartiere: immigrazione di massa, salute mentale, degrado e riqualificazione urbana". Fondatrice del Metodo CJM - Codified Journalistic Method. Laureata in International Relations and Politics in UK con un Master in Giornalismo IULM. Attualmente iscritta alla triennale di Psicologia.

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