MALI

Gli islamisti attaccano gendarmeria e aeroporto a Bamako

Africa ExPress
Bamako, 17 settembre 2024

JNIM (Gruppo di sostegno dell’Islam e dei musulmani), ha rivendicato due attacchi a Bamako questa mattina.

Bamako: attacco alla scuola di gendarmeria

Alle 05.00 ora locale si sono sentiti i primi spari nella capitale maliana, dove i jihadsisti hanno assalito contemporaneamente: la scuola di gendarmeria nel quartiere Faladié, dove la sparatoria si è prolungata per tre ore e l’aeroporto Bamako-Sénou. Colpi di arma da fuoco sono stati sentiti fino a tarda mattinata.

Nel pomeriggio sono ripresi i combattimenti. Dall’aeroporto, avvolto da una densa nube nera, echeggiavano proiettili e granate. Adiacente all’aerostazione civile a meno di un chilometro dai terminal commerciali, c’è un’istallazione militare, la Base 101, che oltre ai droni, ospita anche aerei e elicotteri dell’aviazione militare maliana; alcuni di essi sarebbero stati danneggiati durante l’attacco.

In un breve comunicato l’esercito maliano ha rassicurato la popolazione che la situazione è sotto controllo, spiegando che un gruppo di terroristi ha cercato di infiltrarsi nella scuola di polizia. “Grazie alle operazioni di rastrellamento sono stati effettuati diversi arresti”, ha sottolineato Oumar Diarra, capo di Stato maggiore generale durante un suo intervento sul canale della TV di Stato alle 13.00. “Gli infiltrati sono stati neutralizzati”. Sono poi state mostrate immagini di una ventina di persone fermate e di un sospettato morto.

Un altro comunicato, emesso però dal ministero della Sicurezza e della Protezione Civile, parla di attacchi terroristici contro punti sensibili della capitale.

Diverse fonti di sicurezza di Bamako hanno confermato che oltre alla scuola della gendarmeria è stata presa di mira la Base 101, situata nella zona dell’aeroporto. Da questa installazione vengono lanciati i droni dell’esercito maliano e in una caserma sono ospitati anche gli uomini del African Corps (ex Wagner).

Il ministero dei Trasporti ha fatto sapere che tutti i voli previsti nella mattinata sono stati cancellati fino a nuovo ordine. Anche l’accesso all’aeroporto è momentaneamente limitato per evitare eventuali rischi.

Katiba Macina, gruppo terrorista che fa parte di JNIM, ha rivendicato gli attacchi nella capitale di oggi e precisa di aver ucciso parecchie persone e di aver causato danni materiali enormi. L’esercito e altre fonti ufficiali del governo di Bamako finora non hanno parlato di vittime, tantomeno di perdita di equipaggiamento militare. Sta di fatto che per ore c’è stato un via vai di macchine dei pompieri che hanno fanno la spola tra la scuola di gendarmeria e gli ospedali. E, secondo alcune fonti che non hanno voluto rivelare la loro identità, oltre ai feriti ci sarebbero stati anche parecchi mori.

JNIM  è stato costituito nel marzo 2017. Il movimento ora è guidato da Iyad Ag-Ghali, vecchia figura indipendentista tuareg, diventato capo jihadista e fondatore di Ansar Dine, in italiano: ausiliari della religione (islamica). Il “consorzio” comprende diverse sigle, tra questi Ansar Dine, Katiba Macina, AQMI (al Qaeda nel Magreb Islamico) e altri.

Bamako, Mali: Tour d’Afrique

E, secondo quanto riferito da RFI, in alcuni video postati sui social network, si vede un uomo carbonizzato vicino a La Tour d’Afrique. Nel filmato non si distinguono agenti di polizia. Pare sia stata la folla ad aver ucciso un uomo perché sospettato di aver partecipato all’attacco. Una pericolosa giustizia popolare.

La giunta militare di transizione ha subito oggi una nuova battuta d’arresto, dopo la sconfitta a fine luglio a Tinzaouatène, nel nord del Paese, dove i ribelli indipendentisti hanno dichiarato di aver ucciso 47 soldati maliani e 84 mercenari russi. Il gruppo jihadista, che oggi ha attaccato siti militari a Bamako, aveva ovviamente preparato con cura questa complessa operazione, mobilitando numerosi combattenti e ingenti risorse.

Non va dimenticato che nel novembre 2015 c’è stato un terribile attacco all’albergo Radisson Blu, in pieno centro della capitale maliana. Allora l’aggressione era stata rivendicata da due sigle: Kātiba al-mulaththamīn (battaglione mascherato), capeggiato da Muktar Belmuktar e da al Qaeda nel Magreb islamico (AQIM). Qualche mese prima era stato preso di mira un noto night club, La Terrasse, nella zona dell’ippodromo. Mentre l’ultimo assalto a Bamako risale al 2016, quando è stato preso di mira Hôtel Nord-Sud, la sede della missione di formazione dell’Unione Europea per l’esercito maliano.

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