Percorso del ciclone tropicale Filipo (Courtesy ZoomEarth)
Sandro Pintus
13 marzo 2024
Alle 5.00 del 12 marzo la tempesta tropicale Filipo è entrata pesantemente nell’area di Vilankulo, nella provincia di Inhambane, nel centro del Paese. Venti a 110 km orari e piogge fino a 250 mm hanno portato distruzione di villaggi e alluvioni.
Filipo ha però annunciato la sua pericolosa e invadente presenza a suon di fulmini. Uno di questi ha colpito sette persone uccidendone quattro mentre e altre sono rimaste ferite.
Il centro della tempesta tropicale di 60.000 kmq, (un’area più vasta di Lombardia e Piemonte), si sposta verso sud. Toccherà la capitale, Maputo, e il vicino Eswatini nelle prime ore di oggi 13 marzo. Le previsioni meteo dicono che Filipo attraverserà il centro sud del Mozambico per circa 500 km con una profondità di 350 km all’interno. Poi lascerà la costa per dirigersi a sud-est, verso l’oceano Indiano.
Filipo è nato lo scorso 4 marzo nel centro del Canale del Mozambico, con acque ormai troppo calde. Nel momento in cui scriviamo la temperatura del Canale arriva anche a 30°C, una ulteriore conferma che il cambiamento del clima è reale e pericoloso soprattutto per Mozambico e Madagascar.
Fino al 10 marzo Filipo ha svolazzato per il sud del Canale come “disturbo tropicale” per 1.850 km per diventare “grave tempesta tropicale”. Vilankulos e dintorni le aree più colpite e alluvionate, con case scoperchiate e distrutte e linee elettriche e telefoniche fuori uso.
In un comunicato Electricidade de Moçambique (EDM) informa che quasi 100.000 utenti sono rimasti senza energia elettrica nelle aree dove è passato Filipe. Le condizioni meteorologiche e l’inaccessibilità di alcune località sono stati i maggiori ostacoli per il ripristino della fornitura di energia elettrica.
L’Istituto mozambicano per la gestione e la riduzione del rischio di disastri (INGD) calcola che oltre 500.000 persone potrebbero essere colpite da inondazioni e forti venti. Lasciato il Mozambico, il ciclone entro sabato 16 marzo, dopo altri 3.500 km dovrebbe spegnersi senza toccare altre terre emerse nel sud dell’oceano Indiano.
Il Mozambico è uno dei Paesi più colpiti da eventi meteo estremi. Cicloni e tempeste tropicali sono diventati, negli ultimi dieci anni più numerosi e violenti. Tra questi ricordiamo Idal che nel 2019 ha seminato oltre 1.000 morti; Eloisa, nel 2021 ha colpito 250.000 persone; e Freddy che nel 2023 ha lasciato 400 cadaveri.
(Ultimo aggiornamento: 13 marzo alle 15.28)
Sandro Pintus
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