Cornelia I. Toelgyes
30 aprile 2021
Decine di alunni, in sit-in da giorni davanti al municipio di Beni, città nella travagliata provincia del Nord-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, sono stati dispersi dalla polizia con gas lacrimogeni. Una sessantina di loro sono stati fermati dagli agenti e portati in prigione. La notizia è stata ripresa solamente da media locali.
Ieri un folto gruppo di alunni di Oicha – città che si trova nello stesso distretto – sono arrivati a Beni per dar man forte ai manifestanti coetanei.
I giovanissimi, con le loro divise bianche e blu, molto determinati nelle loro richieste, non si erano spostati dal piazzale del comune da quasi una settimana. Ben attrezzati con materassini, vettovaglie, pentole e pentolini, avevano sperato fino all’ultimo nell’arrivo di Félix Tshisekedi, presidente dell’ex colonia belga.
Bambini e adolescenti disperati, stanchi di vedere i loro genitori ammazzati, restare orfani, senza case perchè saccheggiate e incendiate dai ribelli, hanno implorato con forza un loro diritto fondamentale: la pace.
Le autorità scolastiche avevano imposto da giorni il rientro in classe per il 26 aprile, ma ovviamente nelle scuole non si è presentato nessuno. Dopo i rinforzi arrivati da altre scuole del circondario, ieri pomeriggio è intervenuta la polizia e ha messo fine al sit-in.
Sempre nella serata di ieri, il presidente, durante una conferenza stampa con il belga Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, si è rivolto anche ai ragazzi di Beni. Oltre alla solenne promessa che sarebbe arrivato presto nella provincia del Nord-Kivu, ha spiegato che attualmente è impegnato a preparare soluzioni definitive per la crisi nell’est del Paese. Ha chiesto loro di non esporsi alle intemperie.
E intanto molti ragazzini sono stati arrestati – 69 in tutto (55 maschi e 14 femmine) tra questi 8 provenienti da Oicha, secondo quanto ha riportato l’avvocato e difensore dei diritti umani Elie Vahumawa – e sbattuti nella lurida galera di Beni. I dimostranti, tutti minori dell’età compresa tra 9 e 17 anni, sono stati accusati di accattonaggio, vagabondaggio e disturbo della quiete pubblica.
L’avvocato è estremamente preoccupato anche per il loro benessere fisico, perchè nelle galere congolesi manca il cibo, raramente il governo provvede al mantenimento dei prigionieri. Nella stessa casa circondariale si trovano già da tempo altri 34 minori.
Vahumawa giustamente scandalizzato, ha esclamato: “Bambini in divisa, messi in galera senza alcuna ragione e senza un pezzo di carta in mano. Questa è una gravissima violazione dei diritti umani”.
Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
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