AFRICA

Mozambico: nasce l’atelier di Moda Gorongosa fa mascherine anti-covid lavabili

Africa ExPress
30 settembre 2020

Il progetto si chiama “Cultura e pace mano nella mano verso lo sviluppo di Gorongosa”, finanziato dalla Commissione Europea, e gestito dall’ong Helpcode.

Una delle mascherine anti-covid creata dall’Atelier Gorongosa (Courtesy Helpcode)

È un programma che ha un “approccio integrato e multidimensionale nel quale sono previsti anche interventi di inclusione sociale con corsi di formazione professionale. L’obiettivo è dare opportunità di lavoro per avere una fonte di reddito” – si legge nelle pagine web di Helpcode.

L’Atelier Gorongosa – prende il nome dall’area centrale di un famoso parco mozambicano – ha già formato 30 persone di cui dieci sono donne. Hanno frequentato un corso di 122 ore di teoria e pratica sulle tecniche di taglio e cucito. A fine corso hanno ricevuto in dono una macchina per cucire e il materiale necessario per lavorare.

La cucitura di una delle mascherine anti-covid creata dall’Atelier Gorongosa (Courtesy Helpcode)

La pandemia di Covid-19 ha praticamente dato il via alla produzione di mascherine di protezione anti Coronavirus. Sono mascherine lavabili create con stoffe di capulana – panno tipico mozambicano con bellissimi disegni e colori – create con tessuti a stampa wax. Trecento di queste sono state donate alla Direzione distrettuale di salute e poi distribuite agli operatori degli ospedali e dei Centri di salute.

Le mascherine però si possono anche acquistare direttamente dal sito di Helpcode. È possibile scegliere un kit di 4 mascherine lavabili – due da adulto e due da bambino – oppure acquistane una singola. I colori e i disegni sono quelli dell’Africa. Helpcode garantisce che il ricavato della venidta delle mascherine serve a sostenere l’Atelier e i progetti a favore dei diritti dei bambini.

Africa ExPress
twitter: @africexp

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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