Mappa dell’area nord di Cabo Delgado con l’area di intervento dei mercenari russi e l’area dove opera ENI (Courtesy Google Maps)
Sandro Pintus
Firenze, 8 ottobre 2019
A Cabo Delgado, da qualche settimana, sono arrivati almeno 160 mercenari russi, comprese truppe d’élite, bene equipaggiati e addestrati. Saranno dislocati tra i distretti di Macomia e Mueda, dove è massiccia la presenza dei jihadisti Al-Sunna wa Jama’a, chiamati al-Shabab. Nel distretto di Mueda è nato l’attuale presidente Filipe Nyusi.
Il 3 agosto scorso, José Pacheco, ministro degli Esteri mozambicano, la annunciato che la Russia ha fornito all’esercito mozambicano equipaggiamento militare per combattere i gruppi armati nell’estremo nord dell’ex colonia portoghese. Da due anni i miliziani islamisti seminano terrore e hanno fatto oltre 200 morti, comprese donne e bambini, molti dei quali sgozzati in villaggi indifesi.
Con gli accordi firmati dal presidente Nyusi e l’omologo russo Vladimir Putin il 22 agosto a Mosca, la presenza militare russa si è concretizzata. Indian Ocean Newsletter conferma che, dal 24 al 26 settembre, un Antonov An-124, della compagnia militare statale russa 224 Flight Unit, un gigante dei cieli con una capacità di 230 tonnellate, è atterrato a Nacala..
Ha consegnato materiale bellico, droni e un elicottero Mi-17 attrezzato per operazioni di sorveglianza. Il Mi-17, con i colori mimetici dell’aviazione mozambicana, sostituisce un Mi-8 andato distrutto in uno schianto lo scorso aprile nella provincia di Cabo Delgado.
L’arrivo dei contractor russi in Mozambico è il primo passo concreto degli accordi tra Nyusi e Putin. L’accordo Maputo-Mosca ha sostituito i mercenari di Blackwater di Erik Prince, presenti nel Paese da diversi mesi ma fermi. L’intesa non si limita solo alla cooperazione militare; ci sarà anche collaborazione tra ministeri degli Interni, su informazioni classificate, gas e petrolio.
Negli accordi c’è anche Rosneft, la maggiore azienda petrolifera russa, attiva nell’upstream e nel downstream di petrolio e gas naturale e diretta concorrente di ENI. Il colosso italiano opera nei giacimenti di gas naturale (LNG) nel bacino del Rovuma a Cabo Delgado. Recentemente ha acquisito licenze di sfruttamento al largo di Angoche e nel bacino dello Zambesi.
In due anni il presidente Nyusi non è riuscito a fermare i gruppi islamisti di Cabo Delgado. Non c’è dubbio che voglia risolvere definitivamente la questione. Il 15 ottobre ci saranno le elezioni presidenziali in un clima di insicurezza e corruzione. Sembra che Cabo Delgado, area strategica piena di risorse minerarie, sia diventata una priorità. Il presidente, per avere il secondo mandato, deve mettere in sicurezza il forziere del Nord del Paese.
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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