AFRICA

Tra insulti, violenze, arresti e defezioni, il Kenya si prepara alla tornata elettorale

Dal nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 20 ottobre 2017

Dall’indomani della senteza della Suprema Corte che annullava i risultati elettorali dell’8 agosto, il Kenya vive una situazione di stallo venata da oscure previsioni. Ogni giorno la cronaca scaraventa sui cittadini impauriti ed attoniti, notizie sempre più allarmanti che fanno presagire disastri tali da mettere a serio rischio il sistema democratico, faticosamente raggiunto dal paese negli ormai lontani anni ‘90.

Nella notte tra lunedì e martedì la poliza ha fatto irruzione in varie abitazioni di proprietà del miliardario  Jimmy Wangjigi, sequestrandovi un fucile a pompa e quattro pistole. L’uomo è stato arrestato, ma l’Alta Corte di Naiorbi ha ordinato il suo immediato rilascio. Pare che le armi in questione fossero tutte detenute con regolare licenza.Wangjigi è un influente personaggio, velato da un’aura di mistero.  Ciò che si sa per certo è che si tratta di un uomo ricchissimo che, fino poco tempo fa, parteggiava e sosteneva finanziariamente l’alleanza Jubilee di Uhuru Kenyatta, poi, forse per la mancata assegnazione di appalti governativi, ha deciso si schierarsi a fianco di Raila Odinga.

Il ricco uomo d’affari Jimmy Wangigi

Wanjigi ha già denunciato il funzionario di polizia che ha ordinato l’incursione e i sostenitori del NASA lamentano l’ennesimo atto intimidatorio attuato dal governo nei confronti dei rivali. Un altro segnale di allarme è giunto dalla decisione di Roselyn Akombe, autorevole ed attivo membro dell’IEBC, la Commissione Elettorale del Kenya, che si è dimessa dalla carica e si è immediatamente rifugiata a New York perché teme per la propria incolumità. A suo dire avrebbe ricevuto pesanti minacce da alcuni colleghi che volevano piegarla alla propria linea di comportamento, da lei non condivisa. In un’intervista rilasciata alla NPR, un’emittente radiofonica americana, la dottoressa Akombe, alla soglia delle lacrime ha dichiarato: “I miei genitori mi hanno educata a perseguire sempre la verità. Amo il mio paese, ma non posso piegarmi a sostenere posizioni che giudico ingiuste.”

Intanto, ieri a Kisumu, alcuni furiosi sostenitori del NASA, galvanizzati dal grido “No Raila, no Election”, hanno distrutto un insediamento mobile dell’IEBC destinato ad istruire gli addetti allo spoglio delle schede elettorali. Sempre ieri, Raila, ha però spiazzato tutti, sostenendo che “forse” potrebbe ripensarci e rimettere in campo la sua candidatura. In questa atmosfera infuocata, che mostra di non voler tenere in nessun conto le raccomandazioni dell’ONU e dell’Unione Europea, le principali banche del paese hanno annunciato che chiuderanno tutti i loro sportelli nei tre giorni a cavallo del 26 ottobre per il timore di violenze.

Una delle installazioni della Commissione Elettorale attaccata dai dimostranti

La sede di Nairobi delle Nazioni Unite, ha altresì annunciato l’immediata cessazione di tutte le attività nel Paese fino al 2 novembre prossimo, per garantire l’incolumità del proprio personale. La buriana degli aspri confronti non ha risparmiato neppure il presidente uscente, Uhuru Kenyatta, che si è visto appioppare una condanna dall’Alta Corte di Naiorbi per aver reclamizzato, durante la campagna elettorale, i successi e le opere realizzate dal suo governo con denaro pubblico. L’azione è stata considerata lesiva dell’equità che la costituzione garantisce a favore di tutti i candidati.

La stessa Alta Corte ha anche bloccato il tentativo del governo di arrestare Gladys Wanga, rappresentante femminile del NASA di Homa Bay, accusata di aver tenuto comizi in cui incitava alla violenza i propri sostenitori. Insomma, il Kenya resta dominato da azioni e contro reazioni che esprimono tutto fuorché l’allineamento ai principi democratici ed il proccupante risultato è che, a soli sei giorni dalla data prevista per la seconda tornata elettorale, lo scenario che il paese presenta è del tutto incerto e fa paventare grossi rischi di instabiità.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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