Un seggio elettorale (foto ENCA)
Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 8 agosto 2016
Colpo di scena al secondo turno delle presidenziali a São Tomé e Príncipe, il più piccolo Stato del continente africano: Pinto da Costa, presidente uscente, ha ritirato la sua candidatura all’ultimo momento, venerdì scorso, immediatamente prima del ballottaggio che si è tenuto ieri. Ha deciso quindi di non partecipare al ballottaggio, lasciando così via libera al suo rivale ed ex-primo ministro Evaristo Carvalho.
Ieri l’affluenza alle urne è stata molto bassa. I seggi elettorali hanno chiuso le porte alle 18.00, ora locale. I 111.000 cittadini aventi diritto al voto, sono stati invitati ugualmente a recarsi alla seconda tornata elettorale, ma i più hanno boicottato questo loro diritto-dovere, l’unico candidato rimasto in lizza al ballottaggio è stato Evaristo Carvalho. Dunque ora si attende solamente la proclamazione ufficiale da parte del Comitato elettorale nazionale (CEN).
Lo Stato lagunare conta 143.500 abitanti, circa 137 500 vivono a São Tomé e 6 000 a Príncipe. La ex-colonia portoghese si trova nell’Oceano Atlantico, a largo dell’Africa centro-occidentale, nel Golfo di Guinea. E’ composta da una ventina di isole, le due maggiori sono São Tomé e Príncipe, che distano centoquaranta chilometri tra loro. E’ considerato un modello di democrazia nel così travagliato continente africano. Eppure in questo momento l’ex-colonia portoghese, dopo ben venticinque anni di multipartitismo, sta attraversando una crisi politica inedita, iniziata il 17 luglio scorso dopo la prima tornata elettorale delle presidenziali.
I risultati provvisori del primo turno davano come vincete Carvahlo, si sarebbe aggiudicato la maggioranza assoluta con il 50,1 per cento dei voti. Poco dopo la Commissione elettorale nazionale ha cambiato versione dei risultati, aprendo la strada al ballottaggio.
Secondo i dati ufficiali proclamati dal Tribunale Costituzionale, il 17 luglio Carvalho si è aggiudicato il 49,8 per cento delle preferenze, Pinto da Costa, solamente il 24,83 per cento, risultato fortemente contestato dal presidente uscente, che ha parlato persino di brogli elettorali.
Per questo motivo l’anziano pesidente e Maria das Neves, il terzo candidato in lizza per l’ambita poltrona, si sono rivolti al Tribunale Costituzionale, chiedendo l’annullamento della prima tornata elettorale. I giudici della Corte hanno però rigettato questo loro ricorso.
Da Costa, oggi settantanovenne, è stato presidente per quindici anni, dal 1975, anno nel quale lo Stato lagunare ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo, al 1991. Nel 2011 è stato nuovamente rieletto e ha occupato la poltrona fino all’altro giorno.
In un comunicato alla nazione di venerdì scorso, Da Costa ha annunciato il suo ritiro definitivo dal ballottaggio, perché ritiene questo processo elettorale fraudolento. “Non posso accettare una cosa del genere, né come candidato, tanto meno come presidente”, ha specificato, invitando la popolazione di boicottare le urne.
Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
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