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Salvare il dottor Hussam Abu Safiya, un dovere per salvare anche i nostri valori e principi

Speciale Per Africa EXPress
Filippo Senatore
7 maggio 2026

Da quando è nato Israele nel 1948 e soprattutto dopo l’occupazione dei territori di Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza nel 1967, è nato un nuovo sistema coloniale rispetto a quello tradizionale. L’annessione dei territori obbligava lo Stato ebraico ad estendere lo stato di diritto a tutti gli abitanti, mentre l’occupazione ha procrastinato questi diritti soffocandoli con un sistema cosiddetto “amministrativo”.

Termine improprio, perché si tratta di un codice militare di guerra che continua a funzionare senza interruzioni – tranne la breve illusione degli accordi di Oslo – fino ad oggi. Di fatto questi territori sono controllati in maniera capillare e i militi israeliani hanno un potere smisurato di vita e di morte.

Medici colpiti

Possono bloccare e rallentare i movimenti delle persone. Possono sequestrarli per un tempo senza limiti e senza alcuna giustificazione. Possono incriminarli a distanza di tempo in modo arbitrario per prolungare la loro detenzione. Lo hanno sempre fatto anche prima del 7 ottobre. A Gaza in particolare il personale medico è stato colpito come obiettivo militare nei vari ospedali che hanno subito morte e distruzione.

L’IDF oltre alla violenza delle armi da guerra, ricorre spesso a minacce preventive che ricordano gli avvertimenti mafiosi. Lo ha fatto con giornalisti e con il personale sanitario. Intimidazioni che dall’interessato si estendono a tutta la famiglia, bimbi compresi.

Irruzione nell’ospedale

Il 27 dicembre 2024 l’esercito israeliano ha fatto irruzione nell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahiya, nella Striscia di Gaza, e ha arrestato senza alcun mandato il suo direttore, il pediatra Hussam Abu Safiya, insieme ad altro personale medico e ad alcuni pazienti.

Nei giorni precedenti il medico aveva perso il figlio e lo aveva seppellito nei pressi dell’Ospedale per non allontanarsi dai suoi pazienti. Hussam Abu Safiya, trasferito nelle carceri israeliane ha subito violenze, torture e privazione di cibo. Il cosiddetto Tribunale Amministrativo di Israele – che è peggio di quello Speciale istituito da Benito Mussolini nel 1926 – ha prorogato la detenzione senza alcuna motivazione.

 

 

Si tratta di un medico che ha fatto il suo dovere nella cura di ammalati in una zona di pulizia etnica e di genocidio. Averlo sottratto al suo lavoro ha comportato ulteriori morti per mancanza del personale medico. Questo sistema di segregazione etnica di Israele è stato aggravato dalla approvazione di una legge razziale, che prevede la pena di morte solo per i palestinesi accusati ti terrorismo. Ovviamente per gli ebrei israeliani colpevoli di terrorismo la pena di morte non vale.

Garanzie processuali

Il sistema arbitrario della detenzione amministrativa sfocia spesso in una imputazione tardiva senza prove e porta il prigioniero alla esecuzione capitale. Tutto ciò senza le garanzie processuali minime, compreso il principio della irretroattività delle pene. Israele ha esteso il suo arbitrio nel Mar Mediterraneo è sta colpendo senza alcuna protesta diplomatica.

Salvare il dottor Hussam Abu Safiya è un dovere per la persona e per il suo ruolo, mai violato nelle peggiori guerre degli ultimi anni. Forse Israele – per la sua politica razzista che non tiene in nessun conto i diritti umani – dovrebbe essere sanzionato è perfino bandito dal consesso di tutte le nazioni civili.

Filippo Senatore
fsenatore57@gmail.com
©️ RIPRODUZIONE RISERVATA

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