AFRICA

La cultura, i suoni e la musica africana vanno in scena all’ombra del Vesuvio al festival Ethnos

Dalla Nostra Inviata
Anna Maria Di Luca
Napoli, settembre 2025

In occasione dei 30 anni di Ethnos, festival internazionale di musica etnica, il Direttore di Africa Express, Massimo Alberizzi,  ha intervistato Gigi Di Luca, direttore artistico della longeva rassegna che dal 1995 si svolge all’ombra del Vesuvio.

La trentesima edizione è in corso in questi giorni nei comuni vesuviani e a Napoli, si conclude il 5 ottobre.

Vengono affrontate le tematiche che hanno da sempre connotato Ethnos: diversità, resistenza, territorio, comunità e generazioni. Ed anche religione. Concetti espressi attraverso le musiche e la presenza dei 3000 artisti provenienti da tutto il mondo

Per Gigi Di Luca, regista, musicista ed esperto di world music, l’obiettivo non è mai stato l’intrattenimento ma piuttosto l’offerta di un’esplorazione approfondita delle culture mondialiattraverso la musica.

La selezione degli artisti che egli fa, è quindi sempre molto attenta e pensata per valorizzare la musica contemporanea di diverse etnie, permettendone  l’integrazione in  armonia con i luoghi scelti nel napoletano,  come le Ville del ‘700 o i sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.

L’intervista focalizza sulla musica africana nelle sue diverse declinazioni, si evidenzia il significato politico e sociale delle note musicali, che spesso riflette storie di resistenza e identità. L’Africa viene esplorata nelle sue immense diversità culturali, dai Tuareg ai Pigmei e per gli svariati stili musicali, come il Mali Blues, l’afrobeat, la rumba congolese.

Ensemble Chakam

Viene sottolineato che la rassegna Ethnos, negli anni, ha ospitato artisti la cui musica nasce anche da un contesto politico, è il caso di  Fela Kuti oppure  Miriam Makeba e Hugh Masekela (esiliati durante l’apartheid) o Cheikha Remitti che cantava di rivoluzione e libertà delle donne.

Gruppo musicale Ndima Pigmei AKA

L’attenzione cade anche sulla situazione  attuale e sul fatto che un concerto possa portare attenzione:  non è possibile  assistere ad uno spettacolo, come accadrà con il gruppo del Congo, Ndima Pigmei Aka senza riflettere sul pericolo che la loro etnia sia in estinzione; oppure ascoltare il concerto di Ensemble Chakam, un trio composto da musiciste di Iran, Palestina e Francia, senza pensare a ciò che si sta vivendo oggi.

Anna Maria Di Luca
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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