AFRICA

Aumentano i giovani africani prigionieri di guerra in Ucraina

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
4 maggio 2025

Prigionieri di guerra africani detenuti nelle galere ucraine: un déjà vu, tutt’ora attuale. Questa volta sono state le autorità di Lomé a lanciare l’allerta ai giovani togolesi, visto che recentemente sono stati segnalati diversi casi di ragazzi catturati dalle forze di Kiev mentre combattevano nelle fila dell’esercito russo. I giovani erano partiti alla volta di Mosca, convinti di potersi laureare in un ateneo della Federazione.

Guerra in Ucraina

Togo lancia allarme

Il ministero degli Esteri di Lomé ha messo in guardia i giovani concittadini su presunte borse di studio messe a disposizione da organizzazioni con sede in Russia. Le autorità hanno chiesto agli studenti di rivolgersi al ministero dell’Insegnamento superiore per le necessarie verifiche, prima di accettare l’aiuto economico per frequentare le università all’estero, soprattutto se proposte da associazioni russe.

Lo scorso agosto il Movimento Martin Luther King (MMLK) aveva segnalato il caso di uno studente universitario togolese, finito nelle galere di Kiev. Era partito felice, con la speranza di un futuro migliore, grazie a una laurea da conseguire in una prestigiosa università moscovita. Ma una volta arrivato in loco, lo studente è stato costretto ad andare a combattere in Ucraina, per poi ritrovarsi in una putrida cella riservata ai prigionieri di guerra, anziché in un ateneo.

Mercenario senegalese

Anche Malick Diop, un giovane senegalese, è stato catturato dagli ucraini a fine aprile sul fronte di Toretsk, nella regione di Donetsk. In un video, pubblicato sui social network da un battaglione delle forze armate di Kiev, ha definito il 25enne africano come “mercenario”. Finora il ministero degli Esteri di Dakar e nemmeno l’ambasciata di Kiev accreditata in Senegal, hanno confermato la sua identità.

Malick Diop arrestato dalle forze di Kiev

Sta di fatto che Diop, come molti altri che hanno subito la sua sorte, è arrivato in Russia grazie a una sedicente borsa di studio. Ex studente dell’Università Alioune Diop di Bambey, in Senegal, il 25enne è approdato all’ateneo russo di Lobachevsky a Nizhny Novgorod nel 2023.

Secondo quanto riferito dagli ucraini, Diop, durante l’interrogatorio ha precisato che avrebbe voluto trasferirsi in Germania. Per mancanza dei fondi necessari, aveva deciso di arruolarsi con i russi per poter realizzare il suo sogno.

Disertori

Ma in Ucraina non combattono solamente studenti. Anche soldati africani ben addestrati, disertori. E, secondo quanto riportato recentemente da The Institute for Security Studies (ISS Africa, organizzazione africana che mira a migliorare la sicurezza umana nel continente), alcuni Paesi subsahariani lamentano che sin dall’inizio del conflitto Ucraina-Russia parecchi militari hanno abbandonato le proprio truppe in patria.

Il Camerun è tra questi e, in un comunicato di appena due mesi fa, Joseph Beti Assomo, ministro della Difesa di Yaoundé, ha fatto sapere che il suo Paese, coinvolto in svariati conflitti interni e regionali, non può permettersi di perdere soldati qualificati e addestrati. “Si tratta di coinvolgimenti illegittimi delle nostre truppe”. Il ministro ha poi spiegato che una minoranza dei disertori sono “volontari stranieri” che combattono per l’Ucraina, mentre la maggior parte sono “Tirailleurs” (fucilieri) di Vladimir Putin che si sono arruolati per combattere con i russi. In breve: si scende in campo per il miglior offerente.

Soldati di ventura camerunensi

Yaoundé deve affrontare diverse emergenze: la lotta contro i terroristi Boko Haram nel nord; a est i ribelli centrafricani, la pirateria marittima lungo le coste, per non parlare della crisi profonda nelle due province anglofone nell’ovest.

Non si conosce il numero esatto dei militari africani che hanno abbandonato i propri eserciti, in quanto la maggior parte dei Paesi non dispongono di un “registro disertori”.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes
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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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