MOZAMBICO

Propaganda ISIS: “Uccisi 10 militari in Mozambico”ma non c’è nessuna conferma dai governi

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
7 luglio 2023

“Il distretto di Mocimboa da Praia è stabile e libero da attacchi terroristici”. Questo dichiarava il 26 giugno il ministro mozambicano della Difesa Cristovao Chume ai giornalisti.

Dopo una settimana, il 3 luglio, L’Amaq Press Agency, agenzia di stampa dello Stato islamico (ISIS), pubblicava foto e video di un attacco in Mozambico. È avvenuto a Cabo Delgado, provincia mozambicana sotto attacco jihadista dal 2017. Il luogo è Macomia, 140 km a sud di Mocimboa da Praia.

Mappa del nord Mozambico con il luogo dell’agguato (Courtesy GoogleMaps)

I tweet sull’attacco

La notizia è stata ripresa via twitter da Daniel Michombero-Batubenga, giornalista freelance congolese, e da Daniele Garofalo analista specializzato in terrorismo e jihadismo.

Mentre il 26 giugno il ministro mozambicano della Difesa Cristovao Chume ha dichiarato ai giornalisti che il distretto di Mocimboa da Praia, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, è stabile e libero da attacchi terroristici.

Realtà o propaganda?

Nei tweet Michombero-Batubenga scrive che a Macomia un gruppo dello Stato islamico ha pubblicato le foto dopo un attacco. Ha causato la morte di una decina di soldati ruandesi. Il gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco e diversi altri soldati ruandesi sono stati catturati insieme alle armi.

Contenuto simile il tweet postato da Garofalo. “L’agenzia di stampa Amaq ha rilasciato una dichiarazione e un video di 0:50 minuti. Rivendica il pesante attacco di #IS-MOZ contro i militari #SADC con con morte di ruandesi e mozambicani.

Il giornale online Carta de Moçambique, cita Amaq come fonte e parla di imboscata jihadista dove sono morti 10 militari mozambicani. C’è anche un numero indefinito di feriti e diverse armi andate finite in mano ai terroristi che hanno pubblicato la foto dei documenti dei soldati.

Nessuna conferma è arrivata dal governo mozambicano. Dalle immagini dei tweet non si riconoscono né le armi catturate né le divise dei militari ruandesi.

È possibile che sia propaganda ISIS-Mozambique (Al Sunnah wa-Jammà-ASWJ) classificato dal Dipartimento di Stato USA come “terroristi globali particolarmente pericolosi”.

I militari ruandesi e SADC a difesa del Nord

Dall’ottobre 2018 inizio degli attacchi jihadisti a Cabo Delgado, l’ong Cabo Ligado ha registrato 4.700 morti dei quali oltre 2.000 civili. Gli attacchi di Al Sabbah wa-Jammà hanno causato oltre 800.000 sfollati.

Circa 2.000 militari ruandesi stanno aiutando il Mozambico contro i gruppi jihadisti da luglio 2021. Sono stati chiamati dal presidente mozambicano Filipe Nyusi che ha siglato un accordo bilaterale con l’omologo ruandese Paul Kagame e la mediazione di Emmanuel Macron.

Armi e materiale militare catturate dopo ì’agguato ISIS-Mozambico

Anche i 16 Paesi della Comunità di sviluppo dell’africa australe (SADC) stanno aiutando il Mozambico a Cabo Delgado dall’agosto 2021. Circa 3.000 soldati sono presenti con la Missione dei Paesi dell’Africa australe in Mozambico (SAMIM). Il contingente maggiore è quello sudafricano con circa 1.800 soldati.

Giacimenti di gas abbastanza sicuri

Oggi, oltre al distretto di Mocimboa da Praia, anche Palma sembra sicura e stanno tornando gli abitanti. Palma è la città dei giacimenti di gas con i cantieri TotalEnergies (ancora chiusi) assediata a marzo 2021 dai jihadisti per una settimana. Off-shore ci sono i giacimenti dove opera ENI che non hanno subito l’impatto jihadista. Il primo carico di GNL è stato spedito in Europa nel novembre 2022.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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