6 novembre 2020
Nella serata di ieri l’aeronautica etiopica avrebbe iniziato bombardamenti nel Tigray. Lo si legge nel sito di un emittente locale e anche la DW (Deutsche Welle) ha ripreso la notizia in amarico. Finora Addis Ababa non ha rilasciato commenti in merito.
Reuters riferisce che fonti diplomatiche hanno confermato che nel pomeriggio di ieri sono stati avvistati due aerei da combattimento volare sopra Makellé. Il fatto è stato descritto come “Uno show per mostrare i muscoli”.
Sempre stando a quanto riporta Reuters questa mattina, attorno le 03.00, si sarebbero sentiti sporadici bombardamenti vicino a Aburafi, città al confine tra il Tigray e l’Amhara.
E nel frattempo il Sudan ha già chiuso le sue frontiere con l’Etiopia. Lo ha riferito in un breve comunicato il governatore di Kassala.
E’ difficile verificare le notizie che giungono dall’area, perché internet è stato bloccato da ieri e lo spazio aereo è stato chiuso. Tutti voli interni e internazionali per e da la regione sono stati chiusi. Sempre ieri il parlamento etiopico ha approvato lo stato d’emergenza nel Tigray, proclamato già martedì dal primo ministro Abiy Ahmed.
La tensione tra il governo centrale e quello di Makallé è alle stelle da mesi. E dopo le elezioni non autorizzate che si sono svolte a settembre, Addis Ababa ha inserito nella lista nera le autorità della regione e del partito al potere, Tigray People’s Liberation Front (TPLF), apostrofandoli come “criminali”
.
Il Tigray è sempre stato un punto strategico militare per l’Etiopia in quanto confina con l’Eritrea. I due Paesi sono stati in conflitto permanente per decenni fino alla firma del trattato di pace nel 2018. Nella capitale Makellé si trova tutt’ora una tra le basi militari più importanti dell’Etiopia; un’altra è stanziata a Dansha.
Ma anche il Tigray è ben organizzato, secondo un rapporto di International Crisis Group, TPLF disporrebbe di più o meno 250 mila uomini tra forze paramilitari e milizie locali.
Sul suo account Twitter, il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha detto: “La stabilità dell’Etiopia è importante per tutto il Corno d’Africa. Chiedo un immediato allentamento delle tensioni e una pacifica risoluzione delle controversie”.
Abiy Ahmed, che ricopre l’incarico dirimo ministro da aprile 2018, non è stato eletto, bensì nominato dalla coalizione al governo, l’Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front, dopo le dimissioni del suo predecessore Hailemariam Desalegn. Nel governo precedente i tigrini ricoprivano incarichi importanti in seno all’amministrazione di Addis Ababa, una collaborazione che si è praticamente interrotta con il nuovo esecutivo. E in quanto si è sentito emarginato dalle autorità di Addis, il TPLF ha lasciato la coalizione al potere lo scorso anno.
Africa ExPress
@africexp
Sostieni il nostro giornalismo indipendente
Ogni contributo aiuta a mantenere l’informazione libera.
Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes 30 giugno 2026 La “giustizia” dell’Arabia Saudita non…
From our correspondent in the West Bank Eyad Hamad June, 26th 2026 The occupation of…
Dal Nostro Redattore Difesa Antonio Mazzeo Giugno 2026 Se le bugie hanno le gambe corte,…
Speciale Per Africa ExPress Emanuela Ulivi 27 giugno 2026 Il 21 giugno scorso si è…
Speciale Per Africa ExPress Chiara Bazzani Edimburgo, 26 giugno 2026 Negli ultimi giorni l'Inghilterra è…
Speciale per Africa ExPress Sandro Pintus 26 giugno 2026 Una nave del XVI secolo, la…