LIBIA

Alex Zanotelli/2 “la Chiesa non ha fatto abbastanza. I migranti fanno risorgere paesi abbandonati”

Questa è la seconda parte dell’intervista a Alex Zantelli, sacerdote comboniano che ha lavorato parecchi anni in Africa

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 27 ottobre 2018

Nonostante la Chiesa abbia preso una chiara posizione per l’accoglienza dei migranti, molti cristiani, cattolici, rifiutano l’immigrazione…

Penso che la Chiesa, nonostante le sue posizioni a favore dell’accoglienza, non abbia lavorato abbastanza. La Lega è nata trenta anni fa e io non ho mai visto un documento della Conferenza episcopale che riguarda le posizioni di quel partito in Triveneto o Lombardia. Se avessero scritto qualcosa che aiuta il fedeli a ragionare e a far comprendere che il vangelo di Salvini non è il Vangelo di Gesù ogni avremmo più coscienza sull’immigrazione.

Rotte dell’immigrazione africana verso l’Europa

La Chiesa è troppo spesso parte di questi schemi. Oggi se ne pagano le conseguenze. Non solo tanti cattolici ma anche tanti preti sono a favore di Salvini. Dobbiamo anche domandarci che razza di cristianesimo abbiamo avuto in Europa. Se siamo arrivati a questo livello significa che come cristiani abbiamo sbagliato.

Riguardo alle scelte politiche del governo Salvini-Di Maio sull’immigrazione, forse si stava meglio quando si stava peggio?

Per carità! Questo governo è stato preparato dai governi di Renzi, Gentiloni e da Minniti. L’accordo con la Libia l’ha fatto il centro-sinistra. Salvini non fa che acuire il problema facendo aumentare razzismo e xenofobia ma le politiche erano quelle. Non prendiamoci in giro.

In Europa abbiamo fatto un trattato criminale con Erdogan dandogli sei miliardi di euro per bloccare la rotta balcanica e i siriani che scappavano dalla guerra. L’Europa ci ha obbligato a fare un accordo con la Libia ed ecco il disastro: un milione di migranti africani che vengono torturati e violentati. Questi sono crimini che tutti noi abbiamo sulla coscienza. Dico solo una cosa: quello che noi diciamo sui nazisti, domani i nostri nipoti lo diranno di noi.

Quanto incide la paura che gli italiani hanno dell’immigrazione?

Soprattutto Salvini gioca sulla paura e gli italiani si sentono minacciati. Ma di cosa? Non possiamo continuare ad avere il 10 per cento della popolazione mondiale che consuma il 90 per cento dei beni prodotti sul pianeta. È assurdo. Gli arrivi dei migranti mettono in crisi questa situazione ingiusta.

Basta vedere quella immensa carovana di persone che dal centro America stanno andando verso gli Stati Uniti e Trump, terrorizato, vuole usare l’esercito. I poveri spaventano perché siamo in un sistema profondamente ingiusto.

Manifestazione a favore dell’accoglienza a Riace

L’esperienza di Riace può essere un modello vincente per l’accoglienza dei migranti?

Un paesino della Calabria è potuto risorgere grazie all’arrivo dei migranti. Con questo esperimento ci hanno guadagnato i cittadini calabresi e i nuovi arrivati. Questo esempio potrebbe dare la possibilità di risorgere a tanti paesini dell’Appennino e della Alpi ma abbiamo bisogno di uscire da questo razzismo che ci portiamo dietro da lungo tempo. Da cinquecento anni parliamo de “LA” civiltà, “LA” cultura, “LA” religione che sono diventate substrato per lo schiavismo, il colonialismo, il neoliberismo di oggi. È ora di finirla.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin
(fine – 2/2)

Crediti immagini:
– Mappa delle migrazioni in Africa occidentale
Di historicair 23:41, 24 February 2007 (UTC) – Frankfurter Allgemeine Zeitung, CC BY-SA 3.0, Collegamento

La prima parte dell’intervista di Sandro Pintus a Alex Zanotelli si può leggere qui:

Alex Zanotelli/1: “La disobbedienza civile contro le leggi ingiuste è un dovere”

 

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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