AFRICA

Zimbabwe, Tendai Biti leader dell’opposizione sfugge all’arresto scappando in Zambia


Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 9 agosto 2018

Tendai Biti era già in territorio zambiano quando le forze di sicurezza dello Zimbabwe lo hanno trovato. Secondo quando raccontato dalla BBC, trecento cittadini zimbabwiani hanno bloccato i militari del loro Paese.

Tendai Biti durante un comizio

Sono quindi intervenuti funzionari dello Zambia, supportati da parà armati di AK47 che hanno minacciato di arrestare gli ufficiali dello Zimbabwe se avessero eseguito il loro mandato sul suolo zambiano.

Biti per il momento è in salvo ma non ha ottenuto l’asilo politico che avrebbe voluto. Il suo avvocato ha dichiarato che il leader politico zimbabwiano aveva deciso di lasciare il suo Paese a causa del clima di paura post elettorale.

È accusato di aver anticipato i risultati delle elezioni ufficiali da cui sono partite le proteste. La sua colpa è di aver ha “annunciato illegalmente” che Nelson Chamisa, candidato alla presidenza del suo partito aveva vinto le elezioni presidenziali.

L’intervento delle Forze armate contro i dimostranti, nella capitale Harare, era iniziato con i cannoni ad acqua per terminare con colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo con pallottole vere.

Una reazione che nessuno si aspettava e definita sproporzionata visto il clima di fiducia e speranza per il cambiamento nelle prime elezioni dopo l’era Mugabe. Alla fine della giornata di scontri tra dimostranti dell’opposizione ed esercito sono stati contati sei morti.

I dati ufficiali della ZEC, la Commissione elettorale dello Zimbabwe, hanno confermato che lo ZANU-PF aveva vinto le elezioni con 144 seggi. I due terzi del parlamento. Il MDC ha invece ottenuto 63 seggi.

L’opposizione ha contestato anche i risultati riferiti ai candidati alla presidenza: Emmerson Mnangagwa ha vinto con il 50,8 per cento mentre lo sfidante Nelson Chamisa del MDC ha ottenuto il 44.35 per cento dei suffragi.

Emmerson Mnangagwa, confermato presidente nella elezioni 2018

La settimana scorsa la polizia aveva arrestato 27 sostenitori del MDC accusati di fomentare la violenza post elettorale. Ieri il magistrato che si occupa del caso ha deciso di rilasciarli dietro pagamento di una cauzione di 50 USD (il dollaro americano è moneta ufficiale dello Zimbabwe).

Tendai Biti è uno dei leader del MDC Alliance, la maggiore unione di opposizione allo ZANU-PF, al governo da 38 anni. Come ministro delle Finanze faceva parte di un governo di unità nazionale formato dopo le contestate elezioni del 2008.

La MDC Alliance ha dichiarato che è stata negata la volontà della gente e ha accusato Mnangagwa di utilizzare le stesse tecniche usate da Mugabe negli ultimi 38 anni.

Ha anche confermato che riguardo alle violenze post elettorali, la polizia sta dando la caccia a nove alti funzionari dell’opposizione. Chissà se, dopo Biti, il prossimo sarà Nelson Chamisa.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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