AFRICA

Giovani jihadisti mozambicani addestrati all’estero da milizie pagate da al Shebab

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 8 giugno 2018

L’indagine sull’estremismo islamico in Mozambico di João Pereira e Salvador Forquilha con il leader religioso islamico Saide Habibe, desta allarme in tutto il Paese e in tutta l’area.

I giovani sono addestrati nella regione dei Grandi laghi dalle milizie pagate da al Shebab in Tanzania, Kenya e Somalia. Per questi giovani fondamentalisti, viaggiare per fare l’addestramento militare è cosa più importante e meglio che andare in pellegrinaggio alla Mecca.

Mappa della regione del Grandi laghi (courtesy nystromworldatlas.com)

L’inchiesta ha rivelato anche che, nella provincia di Cabo Delgado, molti dei ragazzi delle cellule eversive sono stati addestrati, in cambio di denaro, da un poliziotto mozambicano e da due guardie di frontiera.

I finanziamenti per le cellule eversive

Una parte dei fondi destinati ai gruppi jihadisti di Cabo Delgado arrivano dalle donazioni sia dall’interno del Mozambico che dall’estero. Le offerte estere vengono fatte con money transfer da persone che hanno collegamenti con coloro che sono alla guida del gruppo di Mocimboa da Praia, luogo degli attacchi del 26 e 27 maggio nel distretto di Palma.

Campo di addestramento di al Shebad

Ci sono poi i fondi che provengono da contrabbando di avorio, rubini e legno pregiato. Il business di avorio è controllato dalle elite locali, tanzaniane, somale e keniote in collegamento con imprenditori cinesi e vietnamiti che fanno perdere le tracce.

L’avorio del Niassa e i rubini di Montepuez

Non dimentichiamo che negli ultimi sette anni, nel Niassa National Reserve, il parco di 47mila kmq della provincia del Niassa che confina ad est con quella di Cabo Delgado, è stata decimata la popolazione di elefanti. Da circa 12mila ne sono rimasti poco più di 1.500. E visto che una grande parte dell’avorio sequestrato a livello internazionale proviene da quella zona, è molto probabile siano le zanne contrabbandate da al Shebab.

Elefanti del Niassa National Reserve

C’è poi l’area di Montepuez. Qui troviamo un vero e proprio tesoro a cielo aperto della Montepuez Ruby Mining, il più grande giacimento di rubini del mondo. In questa zona, secondo l’indagine, il Mozambico perde trenta milioni di dollari all’anno in rubini. Questi fondi finiscono nelle tasche dei capi delle milizie islamiche che finanziano le cellule di Cabo Delgado.

Anche il legno pregiato contribuisce a incrementare capitali per finanziare le cellule attive nel nord del Mozambico. In molte aree del Paese, grazie alla corruzione, è praticato il disboscamento illegale e il contrabbando di legname soprattutto per soddisfare l’insaziabile domanda cinese.

Tutto ciò costa all’ex colonia portoghese una trentina di milioni di dollari all’anno. Un articolo del 2013 sul Corriere della Sera, pubblicato da Massimo Alberizzi (oggi direttore di Africa ExPress), illustra bene la situazione.

Il denaro ricavato da queste attività illegali viene utilizzato per l’acquisto di armi, per il sostentamento dei membri delle cellule jihadiste e delle loro famiglie. Viene usato anche per finanziare i viaggi dei leader spirituali dalla Tanzania a Cabo Delgado, per il reclutamento e per la propaganda, soprattutto in video.

Per il presidente Filipe Nyusi diventa quindi una priorità assoluta ristabilire la sicurezza prima possibile.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin
(2 – fine)

La prima puntata è stata pubblicata il 6 giugno:

Mozambico, contrabbando di rubini e avorio dietro i capi jahidisti di Cabo Delgado

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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