AFRICA

Sangue sulla costa del Kenya: suicida un italiano e due svizzeri ammazzati

Dal Nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 23 agosto 2017

Risiede forse nel drastico calo dei flussi turistici l’estremo gesto del sanremese Edmondo Buffa, 71 anni, che tutti a Malindi chiamavano semplicemente “Eddy”, trovato tre giorni fa, privo di vita, a bordo della sua auto, quasi ai limiti di quell’Oceano Indiano che, oltre vent’anni fa, l’aveva incantato spingendolo a trasferirsi lungo le sue coste.

Eddy era il proprietario della “Tusker Safari” una delle migliori e più attive agenzie escursionistiche di Malindi. Impulsivo, sanguigno, irascibile, sempre pronto al rimbotto ed al confronto, Eddy era dotato di una stupefacente umanità che gli faceva compiere, sempre sotto le bizzarre spinte umorali che lo soggiogavano, anche gesti di straordinaria generosità. Ecco perché molti connazionali, pur se intimiditi dai suoi sempre incombenti scatti d’ira, non potevano evitare, come chi scrive, di essergli genuinamente affezionati.

Di natura ben diversa, è stato invece l’omicidio, compiuto con agghiacciante premeditazione, ai danni di una coppia di pensionati svizzeri; Werner Borner Paul e Marriane Hornel, entrambi settantenni, che da oltre dieci anni soggiornavano frequentemente in Kenya. Avevano una abitazione, sulla Links road, nel prestigioso quartiere residenziale di Nyali a nord di Mombasa.

I due erano atterrati poco dopo la mezzanotte di sabato, all’aeroporto internazionale di Mombasa, erano stati accolti dal loro autista e dal personale domestico. Caricati i bagagli a bordo dell’auto di loro proprietà, avrebbero dovuto dirigersi verso casa con i loro accompagnatori, ma quella destinazione non è stata mai raggiunta. La mattina successiva, domenica, un passante ha scoperto il loro corpi senza vita buttati ai bordi di un tratto di strada sterrata, tra Kisauni e Kiembeni, due popolose borgate di fama discutibile, nella contea della capitale costiera.

La strada dove sono stati trovati i cadaveri dei coniugi svizzeri

Identificate le vittime, la polizia ha trovato subito l’auto, probabile teatro dell’omicidio, nel parcheggio dell’abitazione dei due svizzeri. Gli interni del mezzo presentavano numerose tracce di sangue. Appare ovvio che la coppia di anziani doveva sicuramente fidarsi del gruppo che l’aveva accolta, diversamente non sarebbe salita a bordo, di notte, con gente sconosciuta. Nel corso del sopralluogo, la polizia ha arrestato il giardiniere, ritenuto l’ideatore del crimine e dopo uno stringente interrogatorio, ha emettesso tre ordini di cattura a carico del guardiano notturno, del custode e di un vicino di casa, che, stando alle conclusioni degli inquirenti, avrebbero attivamente partecipato al crimine.

I tre presunti complici del giardiniere, peraltro si erano già dileguati, ma la polizia afferma di aver localizzato uno di loro a Nairobi, tramite il segnale GPS del suo cellulare e conta di procedere rapidamente ad altri arresti. Non è noto da quanti anni, i presunti assassini fossero al servizio della coppia, ma è certo che fatti del genere, oltre che a spingere verso sempre più accurate cautele, creano uno stato di ansia e di sospetto generalizzati che non forniscono certo la serenità necessaria per godersi il salutare relax di una bella vacanza africana.

Con tutti gli averi al seguito e con una presumibile e consistente somma di denaro che avrebbe loro consentito la necessaria autonomia finanziaria durante la permanenza in Kenya, i due sventurati coniugi, fornivano senz’altro, agli occhi dei loro carnefici, un’attrattiva troppo allettante, per sollecitare anche quel minimo residuo di umanità che ancora potevano possedere. Come recita uno scioglilingua inglese: “God made man, man made money, money made man mad”. (Dio fece l’uomo, l’uomo fece il denaro, il denaro fece impazzire l’uomo)

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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