Polizia Congo-K
Africa ExPress
Kinshasa, 25 marzo 2017
Miliziani del gruppo ribelle Kamuina Naspu hanno decapitato in un’imboscata venerdì scorso quaranta poliziotti nel Congo-K, nel Kasaï-Occidentale. Il convoglio con gli agenti stava andando dalla città di Tshikapa verso Kananga, il capoluogo della Provincia. Secondo alcuni testimoni oculari, i miliziani avrebbero risparmiato la vita a sei poliziotti per il semplice fatto che parlavano tshiluba, cioè la lingua luba.
Questi guerriglieri sono molti abili con l’uso del machete; raramente impiegano fucili nei combattimenti, eppure dopo aver ammazzato barbaramente quaranta agenti delle forze dell’ordine, hanno portato via tutte le armi, munizioni e gli automezzi del convoglio.
Il gruppo porta il nome di Kamuina Nsapu, un leader tradizionalista, ucciso lo scorso agosto dalle forze dell’ordine. Il ribelle era un medico sulla trentina. Aveva soggiornato a lungo in Sudafrica. Era ritornato nel Congo solo nell’aprile 2016, ma da tempo invitava la popolazione all’insurrezione.
Recentemente nel Kasai Occidentale gli abitanti di Tshimbulu, capoluogo del Territorio Dibaya, hanno scoperto otto fosse comuni. L’ONU ritiene che le forze armate congolesi abbiano ucciso ottantaquattro persone del gruppo ribelle Kamuina Nsapu tra il 9 e il 13 febbraio scorso (http://www.africa-express.info/2017/02/24/congo-k-lesercito-reprime-nel-sangue-le-proteste-della-popolazione-contro-kabila/)
Il portavoce del governo di Kinshasa ha naturalmente negato l’uso delle armi da parte dei soldati e ha aggiunto: “I corpi sono stati interrati dai miliziani e non dai militari. Non vedo perché i nostri uomini dovrebbero nascondere la verità”.
Ma l’inchiesta del Consiglio dei diritti umani dell’ONU in Congo-K non è ancora terminata. Pare ci siano altre fosse comuni nella stessa zona. Dallo scorso agosto ad oggi sono state uccise oltre duecento persone.
Solo due settimane fa sono stati rapiti nella stessa zona due esperti dell’ONU: Michael Sharp, statunitense, e Zaida Catalan, svedese. Insieme a loro sono stati portati via anche l’interprete congolese, l’autista e due motociclisti, che non sono ancora stati identificati. Il sequestro non è stato rivendicato da nessun gruppo. La missione dell’ONU per il mantenimento della pace nel Congo-K (MINUSCO) ha dispiegato i suoi caschi blu uruguaiani e le forze speciali tanzaniane alla ricerca degli scomparsi, purtroppo senza la minima collaborazione del governo centrale.
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