Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 15 marzo 2017
Se in Francia Vincent Bolloré (il proprietario di Vivendi che vuole acquistare Mediaset http://www.africa-express.info/2017/03/15/bollore-luomo-che-vuole-comprare-mediaset-il-paperone-africa-neocolonialista-o-benefattore/) è più che famoso, in Italia è noto più che altro nel mondo della finanza. Il grande pubblico ha visto i riflettori accesi su di lui nel 2007, grazie a Nicolas Sarkozy, appena insediato alla presidenza della repubblica francese.
Tutti i media hanno mostrato le immagini del jet privato di Bolloré messo a disposizione di Sarkozy e Carlà fino a Malta, e soprattutto della vacanza offerta alla coppia presidenziale nelle acque limpide del Mediterraneo a bordo del Paloma, yacht di 60 metri del miliardario bretone.
Nel 2001 il gruppo Bolloré, attraverso Delmas, acquisisce l’80 per cento e prende il controllo della Linea-Setramar, compagnia marittima italiana con sede a Ravenna. Nel 2002 entra nel capitale della banca d’affari Mediobanca e oggi è il primo socio privato.
Torna in prima pagina quando a ottobre scorso ha inaugurato Bluetorino, la rete di auto elettriche Bluecar del capoluogo piemontese con 100 colonnine di ricarica e 70 auto. Entro il 2017 sono previste 400 auto e 700 colonnine in 212 stazioni di ricarica. Una rete presente anche a Parigi, Lione, Bordeaux e a Indianapolis, negli Stati Uniti.
È invece del dicembre scorso l’assalto di Vivendi a Mediaset che ha mandato in bestia Berlusconi e Confalonieri. L’ex cavaliere (in realtà non è ex perché non si è mai dimesso, né è stato allontanato, ma ha soltanto lasciato l’associazione che riunisce i cavalieri) e il presidente di Mediaset hanno accusato Bolloré di aver fatto crollare i titoli del Biscione per riprendere la scalata comprando le azioni a “prezzo di saldo”.
Per il momento il miliardario francese è indagato per aggiotaggio. Nel mentre il gruppo Bolloré dice di essere stato imbrogliato mentre Mediaset accusa Vivendi di aver fatto una scalata ostile. Se il tentativo di Vivendi è vero, l’atteggiamento di monsieur Balloré assomiglia più a quello uno squalo che a un businessman.
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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