Jocelyn Elliott e il marito Ken
Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 8 febbraio 2016
E’ stata liberata sabato scorso l’anziana australiana, Jocelyn Elliott, ultra ottantenne, rapita insieme al marito il 15 gennaio a Djibo, nel nord del Burkina Faso, al confine con il Mali, proprio mentre nella capitale Ouagadougou era in atto l’assalto all’hotel Spelendid.
La coppia dal 1972 risiede a Djibo, dove ha aperto un ospedale di 120 letti quarant’anni fa. Sono i medici dei poveri e molto amati e stimati dalla popolazione locale.
I due australiani sono stati sequestrati da un gruppo di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI), che durante una registrazione audio, rilasciata venerdì scorso, ha ammesso le proprie responsabilità. Secondo il messaggio, tradotto dal sito specializzato SITE Intelligence Group, il rapimento è stato necessario perché venisse esaudita la richiesta del rilascio di alcuni militanti di AQMI, arrestati tempo fa.
Nel testo è stato specificato espressamente: “Secondo il profeta Hadit, è un dovere della nostra religione rispettare i civili, non offendere e fare del male alle donne, agli anziani, ai bambini”.
La Elliott è stata liberata grazie alla mediazione del presidente del Niger, Mahamadou Issoufou. Per il suo rilascio non è stato pagato alcun riscatto, ha annunciato in un comunicato sabato Abdourahmane Alilou, portavoce del presidente nigerino.
Naturalmente nelle trattative sono stati coinvolti anche i servizi burkinabè ed ora sono in corso ulteriori colloqui, finalizzati al rilascio del marito, Ken Elliott.
L’anziana signora è giunta sabato a Niamey, la capitale del Niger, dove è stata subito ricevuta dal presidente Issoufou.
Nessun accenno circa la prigionia della svizzera Beatrice Stockly, anch’essa nelle mani di AQIM dai primi di gennaio (http://www.africa-express.info/2016/01/30/al-qaeda-rivendica-il-rapimento-della-cooperante-svizzera-in-mali/)
Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
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