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Nuovo accordo franco britannico per fermare i profughi

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 24 agosto 2015

Giovedì scorso il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, e il suo omologo britannico, la signora Theresa May, hanno sottoscritto un nuovo accordo per fermare l’immigrazione “illegale” verso l’Inghilterra.

Attualmente a Calais sono presenti oltre tremila migranti, vivono in condizioni terribili, pronti a tutto per sfidare la sorte e attraversare la Manica: i più  vogliono raggiungere familiari o amici stretti che vivono da tempo nel Paese, pronti ad aiutarli per potersi costruire un futuro.

Il nuovo accordo prevede un’ancora più stretta collaborazione bilaterale, per fermare la rete di trafficanti che organizza la traversata della Manica. Francia e Inghilterra vogliono istituire un centro di comando e di controllo comune a Calais (Pas-de-Calais) gestito da entrambi i Paesi. Una decina di agenti di polizia britannici affiancheranno i colleghi francesi, oltre agli agenti di confine (border force) già presenti nella città portuale transalpina.

Nel primo accordo, siglato alla fine di settembre 2014 (http://www.africa-express.info/2014/09/24/accordo-franco-britannico-per-combattere-limmigrazione-illegale-attraverso-la-manica/) , il governo di Londra aveva già messo a disposizione quindicimilioni di Euro, suddivisi in tre tranches da cinquemilioni di Euro annui, pagabili in tre anni, per la messa in sicurezza del porto di Calais.  Altri dieci milioni sono stati stanziati all’inizio di questo mese, dopo l’assalto in massa all’Eurotunnel. Serviranno per installare sofisticati mezzi di sorveglianza. E ora un ulteriore assegno di dieci milioni, per un totale di 35 milioni di Euro. Insomma Cameroon è generoso quando si tratta di fermare ospiti indesiderati.

Cazeneuve, durante una conferenza stampa ha specificato che i soldi non serviranno solamente per la messa in sicurezza del porto e dell’Eurotunnel, il reclutamento di nuovi agenti. Una parte sarà utilizzata per scopi umanitari: proteggere le fasce più deboli, cioè donne e bambini, nonché finanziare alloggi per coloro che inoltreranno una richiesta di asilo. Finora novecento persone ne hanno fatto richiesta e hanno potuto lasciare Calais.

Il ministro degli interni francese, il primo ministro Manuel Valls, i commissari europei Dimitris Avramopoulos (affari interni) e Frans Timmermans (primo vice-presidente) saranno a Calais il 31 agosto 2015 per discutere sulla questione dei migranti,con focus su due componenti significative: l’aspetto umanitario e quello economico.

Dunque tanti punti ancora da esaminare, da chiarire, come ha sottolineato anche François Holland, durante la conferenza stampa tenuta congiuntamente con Angela Merkel l’altro ieri oggi a Berlino. Hollande auspica un sistema unificato per il diritto d’asilo in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, precisando che si tratta di una situazione eccezionale che durerà nel tempo. Dal canto suo la Merkel ha aggiunto:  “E’ necessario elaborare un sistema globale di diritto d’asilo, che tutti Paesi dell’Unione dovranno applicare al più presto possibile”.

Secondo i dati dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX), da gennaio ad oggi 340.000 persone sarebbero arrivate nell’UE, mentre nel 2014 sono state 280.000. Sono profughi, il significato lo dice etimologia stessa della parola: dal latino pro-fugere cioè cercare scampo; persone costrette ad abbandonare la propria terra, il proprio Paese, la propria patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche, religiose e altro. Chiedono protezione, rifugiandosi in un altro Paese, diritto è sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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