Africa ExPress
26 maggio 2015
Un incidente per puro miracolo senza conseguenze, ha coinvolto il 2 maggio scorso, un aereo dell’Air France, un Boeing 777, in viaggio tra Malabo, la capitale della Guinea Equatoriale, e Duala, la capitale economica del Camerun, dove ha imbarcato altri passeggeri. L’aereo, diretto a Parigi (volo AF953) è entrato in rotta di collisione con le vette delle montagne del Camerun a poco più di quattromila metri di altezza.
Douala dista solamente una trentina di minuti di volo da Malabo; a bordo del Boeing erano presenti trentasette persone, tra passeggeri ed equipaggio, che probabilmente non si sono accorti di nulla. Secondo una prima ricostruzione, per evitare una perturbazione atmosferica, a 2800 di altezza i piloti avrebbero deciso di prendere una rotta leggermente più a nord. Dopo aver virato verso est, alle 21.00 ora locale, per raggiungere Douala, ad un altezza di 2.743, l’aereo si è trovato talmente vicino al Monte Camerun (4.040 metri), da innescare un avvertimento/allarme vocale automatico.
Secondo la BEA (acronimo francese per ufficio di inchiesta e analisi), che ha avviato subito un’inchiesta sull’accaduto, i piloti avrebbero agito secondo la procedura prevista dai manuali della compagnia aerea e dal costruttore, portando l’aereo immediatamente a 3.962 metri. Nessun passeggero e nessun membro dell’equipaggio ha riportato ferite.
Il fatto è successo solo poche settimane dopo il terribile incidente aereo della Germanwings. Sembra comunque assai strano che solo oggi, dopo oltre tre settimane si parli di questa possibile collisione, evitata all’ultimo momento grazie, alla bravura dei piloti. Una questione lecita, dopo due incidenti aerei simili accaduti nei cieli dell’Africa e della Francia negli ultimi mesi.
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