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Nigeria 4-Sulle ragazze rapite i militari mentono e non vogliono l’aiuto americano

Speciale per Africa ExPress
Blessing Akele
Lagos, 10 ottobre 2014

Sulla scia del rapimento
delle ragazze, avvenuto il 14 aprile 2014, la Nigeria viene investita, ancora una volta e per alcuni giorni, da una aggressione censoria verso la stampa. Serie preoccupazioni per la tensione sociale nel nordest già esistevano nei circoli politici nigeriani, prima del rapimento delle ragazze di Chibok. Quello che impensieriva ora era la nuova regolarità in crescendo degli attacchi.

I giornalisti non hanno potuto fare il loro dovere, cioè esercitare pressioni con domande e pretendere di avere risposte. Alcuni giornali più motivati di altri sono stati presi di mira. I loro articoli parlavano del rapimento delle ragazze di Chibok e davano il resoconto della richiesta d’assistenza dal parte del governo federale agli alleati occidentali.

Infatti, la Nigeria non aveva ancora finito di chiedere assistenza che già i primi di maggio, gli esperti del Pentagono, sono in azione nel Paese. Ad Abuja il governo però si irrigidisce, perché i militari non gradiscono. Lo Stato pretende il rispetto della sovranità e le autorità, cinicamente non interessate alla sorte delle ragazze rapite, negano il benestare a operazioni sul proprio territorio. Gli americani sono costretti a ritirarsi nel vicino Camerun; si posizionano a Yagoua, ad un tiro di schioppo da Borno State.

A Washington l’amministrazione considera il messaggio “siete ospiti non graditi, andatevene pure”, uno sgarbo e uno smacco al proprio prestigio. Gli americani sembrano colpiti nell’orgoglio, almeno a giudicare da alcune dichiarazioni velenose e ingiuriose di alcuni esponenti repubblicani verso il presidente Goodluck Jonathan. Ma devono ingoiare il rospo.

Poco dopo il ministro della Difesa nigeriano diffonde la notizia che l’esercito ha individuato il luogo dove sono tenute prigioniere le ragazze Chibok ma, aggiunge, per il momento non ritiene di intervenire per la loro liberazione per non mettere in pericolo la loro  incolumità. Tutti vogliono che tornino a casa sane e salve.

Comunque assicurava che sarebbero state liberate “al piu’ presto”. Gli americani si irritano e il Pentagono smentisce: non c’è nessuna conferma di quanto ha dichiarato dal ministro di Difesa nigeriano. E’ chiaro il tentativo dei militari nigeriani: tutelarsi da un’eventuale fuga di notizie – magari attentamente guidata dall’intelligence statunitense – che avrebbe potuto in qualsiasi momento rivelare di aver localizzato le ragazze di Chibok.

Ormai sono trascorse un bel po’ di settimane  da questi fatti e dichiarazioni e nessuno ha rivelato dove sono tenute prigioniere le studentesse. E’ possibile che siano sparite nel nulla? Quelle libere ora, si sono guadagnate la libertà da sole, scappando. Pare sia l’unica loro speranza: scappare.

Blessing Akele
(4 – continua)
#BringBackOuGirls

La prima puntata del Dossier Nigeria
Boko Haram: una minaccia che viene da lontano
http://www.africa-express.info/2014/09/15/dossier-nigeria-1boko-haram-un-problema-che-viene-da-lontano/

La seconda puntata Dossier Nigeria
I musulmani quasi sempre al potere: il ruolo dei militari
http://www.africa-express.info/2014/09/17/dossier-nigeria-2i-musulmani-quasi-sempre-al-potere-il-ruolo-dei-militari/

La terza puntata Dossier Nigeria
Complicità ad alto livello, ecco la forza dei Boko Haram
http://www.africa-express.info/?p=6226&preview=true

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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