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Nigeria: i Boko Haram assaltano una prigione e liberano centinaia di sospetti terroristi

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
17 marzo 2014
Spettacolare operazione in Nigeria dei militanti islamici del Boko Haram che venerdì scorso hanno attaccato a Maiduguri la base militare di Giwa, dove sono detenuti centinaia di prigionieri accusati di appartenere al gruppo ribelle.

Un portavoce militare, che ha voluto mantenere l’anonimato per questioni di sicurezza, ha confermato che sono state liberate decine di sospettati combattenti del gruppo. Per altro Chris Olukolade, portavoce del Ministero della Difesa nigeriano, in un comunicato, ripreso dall’agenzia stampa France Presse, ha sostenuto: “Molti degli insorti sono in fuga. Per il momento non sappiamo dove siano scappati; non conosciamo coloro che sono stati liberati, né chi hanno attaccato la nostra base militare”.

In un secondo annuncio, ha aggiunto che i terroristi nelle ultime settimane durante i duri attacchi effettuati dal governo nigeriano avrebbero perso molti combattenti “e dunque certamente avevano necessità di ricompattare il gruppo”.

Nel nord-est della Nigeria sono morte oltre duemila persone negli ultimi sei mesi per attacchi riconducibili al gruppo jihadista il cui nome, Boko Haram, vuol dire in lingua hausa “l’educazione occidentale è peccato”.. Generalmente attaccano di notte e i loro raid son sempre ben mirati.

Ma quello contro la base militare di Giwa non è stato l’unico massacro di venerdì. Quella notte, intorno alle 23.00, un gruppo di uomini armati di fucili e machete, probabilmente fulani, (un’etnia prevalentemente di religione musulmana, seminomade che vive di pastorizia) ha trucidato un centinaio di persone sorprese nel sonno, in tre villaggi: Ugwar Sankwai, Ungwan Gata e Chenshyi nello stato di Kaduna, nel centro della Nigeria.

Da anni quest’area è al centro di faide per questioni di pascolo, di etnie, di religione e sono migliaia le persone che vi hanno perso la vita. Il massacro è stato denunciato da Daniel Anyip, vicepresidente della provincia di Kaura che ha spiegato: “I morti sono oltre cento. Stiamo ancora raccogliendo i cadaveri nelle campagne”.

Yakubu Bitiyong, un membro dell’assemblea regionale dello stato di Kaduna, che si è recato nei villaggi sabato mattina, ha dchiarato alla BBC: “Molte vittime sono state bruciate, impossibile identificarle. Anche alcune abitazioni sono state rase al suolo dal fuoco. Due degli aggressori sono stati uccisi. I loro corpi sono stati recuperati dalla polizia per l’identificazione”.

Queste faide non sono assolutamente collegate con gli attacchi del gruppo Boko Haram, anche se questa volta le due vicende si sono susseguite nel giro di poche ore.

Chissà se il presidente Jonathan troverà il tempo necessario per valutare la gravità di questi eventi, che ormai sono all’ordine del giorno. Sembra invece che le sue priorità siano le leggi draconiane anti-gay . un escamotage per distogliere l’attenzione della popolazione dai problemi effettivi del paese: corruzione endemica, guerre di stampo religioso ed etnico.

Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, durante un colloquio con il Ministro degli Esteri camerunense René Emauel Sadi, ha chiesto la massima collaborazione al Camerun e agli altri stati confinanti con la Nigeria. “Non vorrei, ha precisato, che diventassero un rifugio sicuro per i terroristi”. Poche settimane fa la Nigeria ha chiuso una parte del confine con il Camerun, proprio per impedire ai terroristi di scappare e di reclutare altri militanti in terra straniera.

Cornelia I.Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes

 

 

 

 

 

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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