SPORT

Extraterrestri africani alla maratona di Londra

Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
27 aprile 2026

Un’astronave carica di alieni è planata sulla maratona di Londra. Marziani? No, campioni e campionesse del Kenya, dell’Etiopia, dell’Uganda. “Chi fermerà la musica” – cantano i Pooh in una loro celebre canzonetta –“ Ora si respira. Hai travolto la mia barriera”. Chi fermerà i maratoneti africani dopo le imprese di domenica a Londra? Una giornata storica per record epocali. La retorica è d’obbligo.

Già il numero monstre dei partecipanti, 59 mila, di cui 928 italiani, basterebbe a qualificare la 46a edizione della TCS London Marathon.

Folla sterminata alla maratona di Londra 2026

Ma fra questa folla sterminata c’era un ristretto gruppo appartenente alla cosiddetta elite, le cui performance hanno fatto scrivere a un commentatore della BBC: “E’ un privilegio assoluto assistere al momento sportivo più significativo del 21 secolo”.

Il replicante

Roba che riporta alla mente quello che disse il replicante Roy Batty in Blade Runner: “Io ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi”.

Sabastian Sawe, Kenya batte il record mondiale alla Maratona di Londra

Ad esempio, che il figlio di un coltivatore keniano di mais, Sabastian Sawe, 30 anni, bissando la vittoria dello scorso anno, diventasse il primo umano a correre 42,195 metri in meno di due ore. Per la precisione in 1h 59’ 35 “. Prima di lui c’era riuscito, nel 2019, il connazionale Eliud Kipchoge, oggi 41 anni, correndo in 1h 59’41”, ma in una competizione non ufficiale e con aiuti vari, che resero il tempo non omologabile.

Che il secondo classificato, l’etiope Yomif Kejelcha, 28 anni, vicecampione del mondo dei 10 mila metri, alla prima maratona della sua carriera, segnasse il tempo di 1h 59’ 41”. Ovvero un altro record mondiale che vale solo…argento.

Anche l’etiope, Yomif Kejelcha, arriva al traguardo in meno di due ore

I due runner negli ultimi 5 km sono andati a una velocità mai vista e Sawe ha addirittura accelerato nei ultimi 2 mila metri, come se alle spalle e nelle gambe non avesse percorso 40 km. Nessuno dei due però ha dato segni di sfinimento dopo una gara tirata allo spasimo.

E che dire del terzo arrivato, l’ugandese Jakob Kiplimo, 25 anni, che fa 2h00’28”, sette secondi sotto il vecchio primato mondiale. Prestazioni da extraterrestri.

Forti anche le donne in pista

Anche nella gara femminile. La dominatrice, Tigst Assefa, 29 anni, etiope, replicando il successo del 2025 davanti a Buckingham Palace, ha fermato i cronometri su 2h15’41”. Record mondiale. Ha migliorato di 9 secondi il primato stabilito una anno fa.

E’ record mondiale anche per l’etiope Tigst Assefa, prima classificata delle donne

E alle sue spalle due ragazze del Kenya, Hellen Obiri, 36 anni, Joyciline Jepkosgei, 32, rispettivamente ad appena 12 e 14 secondi.

Il solito festival africano, si dirà, in quanto i primi 8 fra gli uomini e e le prime 6 fra le donne vengono tutti dal continente nero. Ma il livello e lo spettacolo sono stati altissimi, e sembrano segnare un svolta epocale nella gara regina dell’atletica di fondo.

Scarpette leggerissime

E’ vero che Sabastian Sawe calzava scarpette leggerissime (96 grammi, su cui ha inciso il tempo fatidico), che alla partenza da Greenewich la temperatura (11 gradi) era ideale, che fino al 22 km quattro cosiddette “lepri” hanno agevolato il ritmo…ma tutto ciò non basta a spiegare una tale performance: sbriciolare ogni tempo precedente.

Per evitare ogni sospetto, Sabastian Kimaru Sawe, lo scorso anno, prima della maratona di Berlino, dove voleva conquistare il record mondiale, aveva deciso di farsi controllare ogni settimana, anche due volte, dall’organismo antidoping AIU (Athletic Integrity Unita). “La ragione principale per cui l’ho fatto – dichiarò – è dimostrare che sono pulito e che il mio comportamento è corretto”. Come ha ricordato il sito Letsrun.com, “Sabastian restò profondamente deluso quando Rut Chepngetich risultò positiva al diuretico vietato HCTZ, appena cinque mesi dopo aver infranto il record mondiale femminile di maratona a Chicago.

Kenya e il doping

Sapeva che il Kenya conta attualmente oltre 140 atleti sospesi dall’Athletics Integrity Unit (AIU) per doping e che un altro record del mondo stabilito da un maratoneta keniota, sarebbe stato accompagnato da un’ondata di dubbi”.

Il suo successo straordinario è dunque frutto di fatica e sacrifici familiari: si allena in altitudine, condivide una stanza con altri atleti, vede la moglie e il figlio una volta al mese. Nato il 16 marzo 1994, a Cheukta nei pressi di Eldoret, (Kenya occidentale) in una casa senza luce né acqua corrente, ricorda sempre il vaticinio di un suo insegnante, Julius Kemei. della Cheukta Primary School, che ne aveva scorto le potenzialità podistiche: “Correre per te non è solo frutto di talento. E’ la tua fortuna e il tuo futuro”.

Il padre Simion, coltivatore di mais, apparteneva alla tribù dei Nandi, dura oppositrice del dominio coloniale – ha scritto Boby Tanser, su Runnersworld.com. – Sua madre Emily, promettente velocista, a causa di una gravidanza precoce abbandonò i sogni di gloria sportiva. Suo nonno, Musa Sitenei, da bracciante disboscò la boscaglia, fino a possedere 150 acri di campi di mais. Morì prima della nascita di Sabastian, ma nonna Esther divenne un punto di riferimento del ragazzo”.

Un’altra figura rilevante è stato lo zio Abraham Chepkiwork, già atleta di un certo valore in Uganda dove si era trasferito, che lo ha stimolato e aiutato.

“La vita era dura, modesta, casa con muri di fango, pavimento in terra battuta, ma non abbiamo mai sofferto la fame”, ha raccontato il campione.

Talent scout italiano

“L’ho trovato quando era ancora un atleta acerbo,ma già molto talentuoso”, ricorda ora Gianni Demadonna, già maratoneta azzurro e da parecchi anni manager e prima di tutto scopritore di grandi talenti (compreso Yomif Kejelcha).

Intervistato ieri da Rosario Palazzolo di Runner’sworld.com, Demadonna aggiunge di averlo scoperto in Kenya insieme al coach Claudio Berardelli, che oggi è l’allenatore del campione. “Me lo ricordo perché lo portammo a correre la Roma-Ostia e corse in 58’02” in una gara davvero impressionante. Un mese fa ho assistito a uno degli ultimi allenamenti di Sabastian Sawe in Kenya. Un 20 km variato, 1 km forte, 1 km piano. Aveva dato due minuti a fior di campioni. Lì abbiamo capito che questo ragazzo era pronto per qualcosa di grande Certo, non ci aspettavamo un record del mondo di queste dimensioni, ma si puntava alla vittoria”.

Grande allenatore

Un grande merito per ciò che è stato fatto a Londra va al suo allenatore Claudio Berardelli, che vive in Kenya da 22 anni, ha sposato una ragazza keniana e ha due bambini. Lì in Africa lavora con grandi atleti cercando di tirare fuori il meglio da loro.

Purtroppo alcuni, lo hanno “tradito” dandosi al doping, fenomeno che ha sempre condannato e al quale è risultato totalmente estraneo. Ora Sawe lo ripaga di tutto.

Come detto, ha chiesto di poter essere testato per il doping in ogni momento, aderendo a un programma sperimentale che prevede analisi a sorpresa.

E i frutti, anche economici si vedono: la medaglia d’oro di Londra per Sabastian vale veramente oro, 150 mila dollari, più 150 mila di bonus cronometrici. Soldi puliti.

Costantino Muscau
muskost@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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