SUDAFRICA

Trump esibisce foto fake per dimostrare uccisioni di massa di bianchi sudafricani


Africa ExPress
Washington, 23 maggio 2025

Il presidente USA, Donald Trump, durante i colloqui alla Casa Bianca con il suo omologo sudafricano, Cyril Ramaphosa, pur di giustificare il genocidio di afrikaner, ha mostrato uno screenshot con salme, come prova delle uccisioni di massa. Ma i cadaveri mostrati nella foto, tutti avvolti in lenzuola bianche e pronte per la sepoltura, non erano sudafricani ma congolesi. Congolesi uccisi a Goma, capoluogo del Nord-Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.

Una decina di giorni fa, gli USA avevano già accolto i primi 49 afrikaner con lo status di rifugiati. Eppure con l’insediamento di Trump sono state apportate modifiche importanti alle norme che regolano l’ammissione di richiedenti asilo. Praticamente tutte le persone in fuga da carestie e guerre, per esempio i sudanesi, non hanno più la possibilità scappare in America.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa a colloquio con Donald Trump alla Casa Bianca

La Reuters, agenzia stampa britannica, di proprietà della multinazionale canadese Thomson Reuters, ha smascherato subito Trump: lo screenshot messo in bella vista dal presidente USA durante i dialoghi con la controparte sudafricana, in realtà fa parte di un video pubblicato il 3 febbraio scorso dai loro reporter. Va ricordato che dall’inizio dell’anno il capoluogo del Nord-Kivu, è sotto assedio dei miliziani M23/AFC .

M23 è un gruppo armato, composto soprattutto da tutsi e sostenuto dal Ruanda, mentre AFC, che significa Alleanza del Fiume Congo, è una coalizione politico militare, fondata il 15 dicembre 2023 in Kenya e della quale fa parte anche M23.

Nessuna discriminazione

E’ dunque evidente che non si tratta del tanto proclamato genocidio di sudafricani bianchi, come invece ha sostenuto Trump. E le ultime statistiche sulla criminalità nel Paese smentiscono categoricamente le affermazioni di uccisioni di massa di bianchi.

Non tutti afrikaner sposano la tesi di Trump e difendono Ramaphosa. “Certo la criminalità esiste nel nostro Paese, ma ne vengono colpiti sia neri e non”, ha chiarito un residente di un quartiere prevalentemente abitato da sudafricani bianchi. Per loro la delinquenza non è legata al colore della pelle.

Secondo quanto affermato proprio oggi da Senzo Mchunu, ministro della Polizia di Pretoria, tra gennaio e marzo 2025, durante gli assalti alle fattorie sono state uccise 6 persone, 5 erano neri. Il governo di Ramaphosa ha sempre respinto accuse di discriminazione nei confronti dei boeri. Forse è vero il contrario. Basti pensare che nel Paese esiste una città, Orania, abitata da soli afrikaner e l’ingresso alle altre etnie è strettamente vietato.

American Thinker

Il post mostrato da Trump a Ramaphosa durante il loro recente incontro è stato pubblicato da American Thinker (rivista online conservatrice) in un lungo articolo sul conflitto in Congo-K e le tensioni razziali in Sudafrica .

Il post non riportava la didascalia dell’immagine, ma la identificava come “screen grab di YouTube” con un link a un servizio video sul Congo-K, accreditato come pubblicato dalla Reuters.

La Casa Bianca non ha rilasciato commenti sulla questione. Andrea Widburg, capo redattrice di American Thinker e autrice del post in questione, ha risposto a Reuters scaricando la responsabilità su Trump: “aveva sbagliato a identificare l’immagine”.

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Valentina Vergani Gavoni

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