GUERRE

Ucraina: migranti ancora detenuti nei centri di raccolta, intrappolati in una guerra non loro

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
11 maggio 2022

Dal 24 febbraio piovono bombe sull’Ucraina. Milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case e cercare protezione in un altro Paese.

Eppure c’è chi è costretto a restare, tra loro anche migranti e richiedenti asilo, rinchiusi nei MAC (Migrant Accommodation Centre). Alcuni si trovano ancora a Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale, sulla linea del fronte, altri sono rinchiusi a Zhuravychi, nella Volonia, nella parte nord-occidentale del Paese.

Mykolaiv, Ucraina

Human Rights Watch, che si è già occupata in passato degli sfortunati ragazzi, intrappolati in una guerra non loro, ha lanciato un nuovo appello pochi giorni fa, chiedendo la loro immediata liberazione.

Il 30 marzo, il Global Detention Project ha riferito che un terzo centro di detenzione, il Chernihiv Temporary Holding Center, è stato evacuato poco prima che venisse bombardato, molto probabilmente da un drone.

In un precedente rapporto pubblicato a aprile, HRW aveva già parlato della grave situazione dei migranti detenuti nei centri. Allora gli “ospiti” avevano riferito alla ONG che secondo le guardie avrebbero potuto lasciare le strutture qualora avessero accettato di combattere accanto le forze armate ucraine. In tal caso avrebbero ottenuto immediatamente la cittadinanza. Nessuno aveva accettato la proposta.https://www.africa-express.info/2022/04/06/non-tutti-migranti-trovano-le-porte-spalancate-nellue-eppure-fuggono-tutti-dalla-stessa-guerra/

Il 28 aprile scorso HRW ha ricevuto un messaggio da uno uomo rinchiuso a Mykolaiv: “Ho perso ogni speranza, credo che la fine sia vicina”. Il centro è poco distante dalla linea del fronte. Le persone hanno riferito di sentire il rombo degli aerei militari proprio sopra l’edificio e dalle immediate vicinanze il frastuono di bombe e il rumore di artiglieria a intervalli regolari.

L’Unione Europea ha finanziato per anni i programmi di controllo delle frontiere e la gestione dell’immigrazione in Ucraina e, secondo Nadia Hardmann, ricercatrice sui diritti dei rifugiati e dei migranti di HRW: “Ora che l’Ucraina è diventata una zona di guerra, l’UE dovrebbe collaborare per il rilascio dei migranti e richiedenti asilo e far sì che possano lasciare il Paese in massima sicurezza”.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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