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Burundi: tre arresti per il massacro delle suore ma la soluzione resta ancora lontana

Massimo A. Alberizzi
9 settembre 2014

Brancolano nel buio gli investigatori che in Burundi stanno cercando l’assassino o gli assassini delle tre suore italiane (Lucia Pulici, di 75 anni, Olga Raschietti, di 83, e Bernadetta Boggian, 79) massacrate  nel convento saveriano di Kamenge, alla periferia di Bujumbura. Gli arrestati sono tre. Si tratta delle tre guardie notturne, più – eventualmente – colpevoli di inefficienza e superficialità che di partecipazione all’omicidio.

Le guardie domenica pomeriggio avevano scovato un “pazzo” – in Africa si qualificano così uomini e donne che vanno in giro sporchi e laceri, seminudi, con uno straccio sudicio legato in vita; e si incontrano con una certa frequenza – nel convento delle suore saveriane. L’avevano catturato, portato a forza al cancello e cacciato. Potrebbe essere lui che si è ripresentato in serata per uccidere le prime due suore e spaccar loro la testa. E poi di notte potrebbe essere lui che è tornato (o è rimasto nascosto da qualche parte) per decapitare la terza.

“Non arrestare nessuno avrebbe mostrato all’opinione pubblica, specie italiana, l’incapacità delle forze dell’ordine di reagire – spiega al telefono lo stringer di Africa ExPress da Bujumbura -. I capri espiatori fanno sempre comodo. Qui la giustizia è campata per aria”. Per altro in Burundi le milizie legate al governo sono attivissime per “tenere sotto controllo” (l’espressione è del nostro stringer) la situazione, punendo chi è all’opposizione.

La violenza è continua. Chi non è d’accordo con chi gestisce il potere deve scappare all’estero e rischiare di essere ucciso o picchiatoE’ stato smentito che le tre religiose siano state violentate. Sembra che l’omicida, almeno all’apparenza, abbia agito da solo e ha cercato di portar via dal polso di una delle vittime l’orologio.

Qualcuno ha lanciato l’ipotesi ma sembra del tutto campata per aria) che si sia trattato di una vendetta contro gli italiani. Il governo ha deciso quindi di potenziare i militari incaricati di provvedere alla loro sicurezza: “Ma qui da noi non si è visto nessuno”, ha raccontato al corriere un missionario che è in Burundi da parecchi anni. Segno che l’ipotesi non era supportata da nessuna evidenza.

Nel novembre 2011 in Burundi è stata attaccata un’altra missione e fu ucciso il cooperante italiano Francesco Bazzani e la suora croata Lucrezia Manic. Ferita da una coltellata alle mani anche la sorella italiana Carla Brianza. Gli autori furono rintracciati. Uno di loro era stato allontanato dalla missione, aveva perso il lavoro e si sentiva vittima di un sopruso.  

Il 29 novembre 2003 fu invece assassinato il nunzio apostolico Michael Aidan Courtney, una persona deliziosa che aveva cercato di collaborare al processo di pace per porre fine ai conflitti tra hutu e tutsi che insanguinato il Paese dai giorni dell’indipendenza il 1° luglio 1962.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

Nelle foto le tre suore Bernadetta, Olga e Lucia in basso monsignor Curtney ucciso a Bujumbura nel 2003. Qualche mese prima aveva rilasciato un’intervista a Massimo Alberizzi.

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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