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Liberata e poi arrestata di nuovo la donna accusata di apostasia in Sudan

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Cornelia I. Toelgyes
24 giugno 2014
Meriam Ibrahiam, libera da poche ore, è stata bloccata all’aeroporto di Kahrtoum insieme al marito Daniel Wani e i due figli. La coppia stava per lasciare il Sudan per recarsi negli Stati Uniti. Daniel Wani è cittadino americano dal 2005 e risiede nel New Hampshire. E’ un ricercatore, affetto da distrofia muscolare e per questo costretto a usare la carrozzella. Quando si sono sposati nel 2011, Daniel ha richiesto la cittadinanza USA per la moglie. Ci sono stati dei problemi, chiamiamoli logistici.

Quando è nato il primo figlio, Daniel voleva iscriverlo nel suo passaporto. Gli è stato chiesto che doveva provare di essere il padre tramite il DNA. Ci si può innamorare di una donna ucraina, belga, congolese, si ha il sacrosanto diritto di portarla nel Paese dove si risiede, ma la burocrazia è lunga, ovunque. E se sei un cittadino americano naturalizzato, è ancora  più difficile.

Subito dopo la sua liberazione ieri pomeriggio, 23 giugno, Meriam Ibrahim ha dichiarato di voler lasciare il Sudan quanto prima. E prontamente, questa mattina, c’erano quaranta uomini delle forze dell’ordine ad attenderla all’aeroporto internazionale di Khartoum.

Abdullahi Alzareg , un funzionario del Ministero agli esteri sudanese ha spiegato: “La signora Ibrahim è stata fermata perché i suoi documenti di viaggio non erano in regola. Ha usato un documento sudsudanese d’emergenza con un visto d’entrata per gli Stati Uniti”. Mentre un alto funzionario ha sottolineato che sarebbe stata liberata presto.

Uno degli avvocati del marito, el-Shareef Al ha detto che gli è stato negato di incontrare Meriam.

La loro unica speranza, ora, è un intervento immediato del Dipartimento di Stato americano, essendo il marito cittadino degli Stati Uniti.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter  @cotoelgyes

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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