APPROFONDIMENTI

Generale Francesco Cosimato sull’attacco USA: “Non esistono le guerre preventive”

Speciale per Africa ExPress
Valentina Vergani Gavoni
1° marzo 2026

La regolarità con cui l’amministrazione statunitense compie azioni militari illegali, indipendenti o a supporto degli alleati, si regge ancora sul consenso. Per questo motivo le guerre offensive vengono definite arbitrariamente “preventive”, ancorandosi a quelli che sono i cosiddetti “valori occidentali”.

La narrazione sembra essere ancora strutturata sullo scontro tra la “civiltà dei diritti” e gli “incivili”, così come vengono descritti. Nel caso dell’Iran, le recenti proteste della popolazione contro la crisi economica e la responsabilità del regime, hanno infatti legittimato l’attuale intervento degli USA nella questione interna in difesa del popolo.

Gli interessi del presidente americano si sono però trasformanti in uno scontro tra superpotenze militari e possibili competitor da smilitarizzare.

Bombe sull’Iran

Africa ExPress ha intervistato Francesco Cosimato, generale NATO in congedo con un’esperienza militare di quasi 40 anni alle spalle: “Dal punto di vista tecnico, Israele e gli Stati Uniti hanno la capacità di colpire l’Iran. Che questo però determini la caduta del regime, è tutto da dimostrare. Io non credo. Secondo me accadrà come la guerra dei 12 giorni. La situazione rimarrà come prima”.

Potenze a confronto

“L’Iran è un elemento importante in Medio Oriente. E ha consolidato un potere che ha resistito a numerosi attacchi. In questo momento è un Paese ferito, ma che comunque ha una capacità di risposta”, spiega Cosimato.

“L’Iran finanzia Hamas e Hezbollah – aggiunge e continua – Ci sono evidenti difficoltà nel processo di pace a Gaza. Questo attacco non servirà a cambiare il regime iraniano, ma probabilmente ridurrà l’influenza delle due Organizzazioni”.

Board of Peace, Gaza

Per il generale NATO, gli USA e Israele non andranno oltre perché farlo significa pianificare l’invasione dell’Iran: “Richiederebbe una forza militare che sguarnirebbe le risorse militari, anche quelle degli Stati Uniti. È facile far alzare in volo un aereo e lanciare un missile. È molto più difficile montare un’operazione di invasione del Paese via terra”.

L’azione però “non sarebbe assolutamente legittima”, contiunua Cosimato. “Dalla guerra in Ucraina in avanti si svolge tutto senza uno straccio di legittimazione. Il cosiddetto diritto internazionale non esiste più”.

La mistificazione della realtà

Non c’è nessuna differenza tra una guerra di attacco e una di prevenzione: “Sono la stessa cosa. Uno attacca perché ritiene minacciati i suoi interessi. Nel diritto internazionale non esiste la guerra preventiva. Questa è un’invenzione della dottrina americana dai tempi dell’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan in poi. Gli Stati Uniti si sentono legittimati ad attaccare preventivamente qualunque Stato contrasti i loro interessi”.

Gli USA non definiscono la loro guerra un’offensiva perché “in questo modo danno un’aurea di legittimità a una cosa illegittima”, sostiene il generale NATO.

“Hanno ancora bisogno del consenso – spiega Cosimato, e aggiunge – Secondo me bisogna analizzare meglio quello che accade all’interno nella società americana. In questo momento c’è una prevalenza della componente neoconservatrice. Queste cose accadevano però anche con le amministrazioni precedenti”.

A livello internazionale, il consenso sembra essere una vera e propria forma di sottomissione alla forza intimidatrice: “Gli Stati Uniti agiscono in maniera coercitiva. E questo è un fatto evidente. Succede in Europa come nel Golfo. In Iran, Israele preme per la sua distruzione. Mike Pompeo ha anche ammesso che c’erano agenti israeliani dietro le proteste civili nel Paese”.

La fine di un’epoca

Le istituzioni internazionali che conoscevamo, secondo Francesco Cosimato, potrebbero essere sostituite da nuove organizzazioni indipendenti: “Non credo che attualmente ci siano organismi che possano intervenire per cambiare gli equilibri. In questo momento la diplomazia multilaterale è insignificante. Tanto è vero che il Board of Peace presentato da Trump è l’unico che forse può arrivare a una soluzione in Medio Oriente. Un’organizzazione che dice di voler fare la pace per gli interessi di coloro che partecipano”.

“Attualmente questa sembra essere l’alternativa – afferma il generale NATO – Organizzazioni indipendenti che si autogestiscono”.

Dal punto di vista economico non è nemmeno più uno scontro tra sistema capitalista VS sistemi anticapitalisti. “Ci troviamo sicuramente davanti a uno scontro tra sistemi economici, che però sono molto simili tra loro. Quello che conta è dove si deve produrre e chi ha le materie prime. Le ideologie erano una scusa prima e lo sono a maggior ragione adesso”.

“Guarda caso si scontrano sull’energia e sulla disponibilità dei materiali strategici. E noi sappiamo che l’Iran ha un solido legame con la Russia e in parte con i BRICS”, commenta Cosimato. Poi conclude: “Gli Stati Uniti temono la competizione. La questione dei dazi lo conferma”.

Valentina Vergani Gavoni
valentinaverganigavoni@gmail.com
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Valentina Vergani Gavoni

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