CONGO-K

Congo-K: cacciati i mercenari rumeni, arrivano i colombiani della società americana Blackwater

Africa ExPress
Kinshasa 12 luglio 2025

Subito dopo la presa di Goma, capoluogo del Nord-Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo da parte dei ribelli M23/AFC, i mercenari rumeni, che combattevano accanto alle forze armate congolesi, sono stati rispediti a casa dagli invasori.

Il gruppo armato M23 prende il nome da un accordo firmato dal governo del Congo-K e da un’ex milizia filo-tutsi il 23 marzo 2009. La formazione ha ripreso le ostilità nel primo trimestre del 2022 ed è sostenuto dal vicino Ruanda. Mentre AFC , che significa Alleanza del Fiume Congo, è una coalizione politico militare, fondata il 15 dicembre 2023 in Kenya e della quale fa parte anche M23.

Blackwater: mercenari colombiani per il Congo-K

Tuttavia, il presidente del Paese, Felix Tshisekedi, non ha perso tempo a prendere contatti con un’altra società di sicurezza privata. Si tratta dell’americana Blackwaters, fondata da Eric Prince, un ex ufficiale delle forze speciali Navy SEALS. E secondo fonti congolesi ben informate, Kinshasa avrebbe già firmato a gennaio di quest’anno un contratto con l’agenzia statunitense.

Soldati di ventura sudamericani attivi in Sudan

Tramite la Blackwater, il fondatore e direttore Prince, avrebbe già ingaggiato mercenari, per lo più colombiani, da inviare nell’ex colonia belga. I soldati di ventura del Paese dell’America meridionale sono già attivi in Sudan, dove combattono accanto ai paramiliari delle Rapid Suport Forces (RFS) guidate da Hemetti, un ex leader dei famigerati janjaweed.

La Colombia ha vissuto un lungo conflitto armato e i militari hanno grande esperienza in fatto di combattimenti armati. Lo stesso vale per gli ex paramilitari e guerriglieri. Secondo gli esperti, sono circa 4.000 i mercenari colombiani coinvolti negli attuali conflitti. Recentemente Bogotà ha ammesso che in Ucraina sono morti una cinquantina di connazionali.

Eric Prince, discusso personaggio ultraconservatore, originario del Michigan, è molto vicino a Donald Trump. Sua sorella, Betsy DeVos, era ministro dell’Istruzione durante il primo mandato di Trump (2017-2021).

Molti osservatori temono ora che il coinvolgimento di appaltatori militari privati possa innescare un conflitto regionale più ampio. Secondo gli esperti, urge un intervento diplomatico.

Trattato di pace sotto egida USA

E questi interventi “diplomatici” sono  effettivamente già atto. Il 27 di giugno i ministeri degli Esteri di Ruanda e Congo-K, rispettivamente Olivier Nduhungirehe e Thérèse Kayikwamba Wagner, hanno siglato uno “storico trattato di pace” a Washington in presenza del segretario di Stato americano, Marco Rubio.

Accordo di Pace tra Ruanda e Congo-K siglato a Washington
A sinistra, il ministro degli Esteri congolese, Thérèse Kayikwamba Wagner, a destra il suo omologo ruandese, Olivier Nduhungirehe,e Marco Rubio, segretario di Stato USA al centro

Donald Trump, fiero di essere il promotore di tale accordo, ha invitato Paul Kagame, capo di Stato del Ruanda e Felix Tshisekedi, il suo omologo congolese, alla Casa Bianca per la fine di questo mese. Gli Stati Uniti stanno esercitando una forte pressione perché in tale occasione i due leader siglino un trattato di pace permanente.

Dossier economici

Il presidente americano ha poi sottolineato che durante il summit verranno discussi e firmati anche altri dossier di carattere economico. Di fatto però la Chiesa cattolica congolese definisce tutti questi pourparler come una sorta di transazione: “Pace in cambio di minerali”.

Una guerra non termina con la firma di un documento che definisce la cessazione delle ostilità. E infatti continuano sporadici combattimenti tra l’AFC/M23 e l’esercito regolare (FARDC), sostenute dai Wazalendo (gruppo di autodifesa), in diverse località del Nord e del Sud Kivu. Mentre lo stringer di Africa ExPress ha confermato che a Goma è dintorni sono state uccise diverse persone da bande armate.

Nel frattempo si continua a parlare di pace anche a Doha (Qatar), dove mercoledì è arrivata una delegazione di altri funzionari del governo di Kinshasa e esponenti di M23/AFC.

Contrabbando minerali verso il Ruanda

E mentre la politica discute, sul campo il contrabbando di minerali verso il Ruanda non si arresta. Lo hanno spiegato esperti indipendenti delle Nazioni Unite in un rapporto che dovrebbe essere pubblicati nei prossimi giorni.

Dal documento è però già trapelato che grazie all’occupazione di grandi fette di territorio da parte dei ribelli M23, sostenuti dal governo di Kigali, l’esercito ruandese avrebbe svolto “un ruolo cruciale” nell’aumentare queste esportazioni illegali.

Stagno, coltan e tungsteno, una volta arrivati in Ruanda, vengono mescolati con la produzione locale e poi etichettati come minerali ruandesi, ha spiegato a RFI, Jean-Pierre Okenda, direttore dell’ONG congolese La Sentinelle des Ressources Naturelles. Stabilire poi la tracciabilità dei beni del sottosuolo è impresa praticamente impossibile in periodo di guerra.

Africa ExPress
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Valentina Vergani Gavoni

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, autrice dei libri "Metodo giornalistico applicato alla ricerca sociale a fine scientifico" e "Il mondo in un quartiere: immigrazione di massa, salute mentale, degrado e riqualificazione urbana". Fondatrice del Metodo CJM - Codified Journalistic Method. Laureata in International Relations and Politics in UK con un Master in Giornalismo IULM. Attualmente iscritta alla triennale di Psicologia.

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