TOGO

Repressione in Togo: morti e feriti durante manifestazioni anti regime

Africa ExPress
Lomé, 29 giugno 2025

Dopo le manifestazioni in Kenya di pochi giorni fa con almeno 16 morti, ora anche il regime del Togo ha sguinzagliato le forze dell’ordine contro i dimostranti.

Nei giorni scorsi alcuni gruppi di attivisti togolesi avevano chiesto alla popolazione di scendere nelle strade e nelle piazze nei giorni 26, 27 e 28 giugno, ma come previsto, le autorità hanno vietato qualsiasi manifestazione.

Togo: nella capitale manifestazione repressa con gas lacrimogeni e arresti

Anche se la partecipazione alle dimostrazioni non è stata massiccia, già giovedì scorso, durante la prima giornata delle proteste, la polizia in alcuni quartieri della capitale Lomé aveva lanciato gas lacrimogeni contro i partecipanti al raduno. Molti esercizi commerciali sono rimasti con le serrande abbassate per tutta la giornata.

Scontri con polizia

I manifestanti hanno bruciato pneumatici e barriere stradali di legno e in diversi quartieri si sono verificati scontri con la polizia. In altre zone della capitale togolese, invece, regnava la calma. Molti abitanti si sono rinchiusi in casa per paura di essere coinvolti in violenze.

Sta di fatto che chi ha osato protestare, manifestando il proprio dissenso contro il regime e il forte aumento del costo dell’energia elettrica, ha dovuto subire l’ira delle forze dell’ordine. Il bilancio è pesante: 3 morti decine di feriti. Alcuni dissidenti sono stati anche arrestati nel quartiere di Bè, una roccaforte dell’opposizione. E proprio nella laguna di Bè, sono stati ripescati tre corpi con il viso tumefatto.

Touche pas ma constitution, una coalizione di gruppi politici, ha confermato la morte di tre persone e il ferimento di diversi manifestanti, tra questi alcuni in modo grave. L’organizzazione ha inoltre contestato l’arresto di una ventina di persone e denunciato l’eccessivo uso della forza da parte della polizia.

Riforma costituzionale

Dopo una riforma costituzionale del 2024, Faure Gnassingbé, presidente dal 2005 dalla morte del padre Gnassingbé Eyadéma, a maggio di quest’anno ha dato le dimissioni come capo di Stato, carica che ora viene conferita direttamente dal Parlamento, per un mandato unico della durata di 6 anni. Jean-Lucien Savi de Tové è adesso il presidente del Togo, incarico ormai declassato a un ruolo simbolico.

Il presidente del Consiglio dei ministri del Togo, Gnassingbè

Mentre Faure Gnassingbé, la cui famiglia “regna” nella ex colonia francese da oltre 50 anni, a maggio ha prestato giuramento come presidente del Consiglio dei ministri, che, con la riforma della Costituzione è diventata la più potente posizione del potere esecutivo. Insomma, Faure ora decide delle sorti del Paese, e sulla carta potrebbe restare in carica a vita.

Negli ultimi anni non ci sono state parecchie manifestazioni in Togo e in questo mese è la seconda volta che esponenti della società civile e personalità influenti hanno lanciato appelli alla mobilitazione.

Finora il regime di Gnassingbé non ha rilasciato dichiarazioni sugli incidenti che si sono verificati durante le giornate di protesta.

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Valentina Vergani Gavoni

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