ISRAELE

Netanyahu ingaggia milizie fedeli all’ISIS e anti-Hamas per distribuzione di viveri a Gaza

Speciale per Africa ExPress
Valerio Giacoia
10 maggio 2025

Mentre giorno dopo giorno la situazione nella Striscia di Gaza va peggiorando, con notizie continue di attacchi, bombardamenti, e la conta dei morti che sale inesorabilmente senza risparmiare nessuno – é di domenica sera il raid israeliano contro la clinica di Medici Senza Frontiere ad Al Mawasi.

Bombardamenti Israele al-Mawasi

Il bilancio è di 13 feriti e un morto tra gli spari sul percorso verso il centro di distribuzione del cibo – si accumulano le prove in merito alla glaciale e feroce strategia di Benjamin Netanyahu.

Gruppo armato filo ISIS

E’ di questi giorni l’ammissione da parte del primo ministro israeliano di aver mobilitato e armato milizie filo-Isis rivali di Hamas in modo da scatenare un guerra interna, una guerra nella guerra perciò, a favore di Israele. “Che cosa c’è di sbagliato?”, ha dichiarato il premier confermando la denuncia dell’ex ministro della Difesa Avigrod Lieberman, membro della Knesset, sul fatto che Israele, e su ordine dello stesso Netanyhau, stia fornendo armi “a un gruppo di criminali e detenuti”, come li ha definiti.

Una ammissione shock: “Cosa ha reso pubblico Lieberman? Che su consiglio dei responsabili della sicurezza abbiamo attivato clan a Gaza che si oppongono ad Hamas. E cosa c’è di sbagliato in questo?”, chiede Netanyahu in un video pubblicato sui social media, aggiungendo: “Ci sono solo cose buone: le vite dei soldati israeliani vengono salvate”.

Parola d’ordine: sconfiggere Hamas

Lieberman, leader del partito Yisrael Beiteinu (Israele, cosa nostra. ndr), nel corso di una intervista alla radio Kan Bet, giovedì scorso, aveva sostenuto che Israele ha dato fucili d’assalto e armi leggere a “famiglie criminali” di Gaza, e proprio dietro ordine di Netanyahu.

“Dubito che ciò sia passato attraverso il gabinetto di sicurezza”, aveva aggiunto. Quindi esattamente il contrario di quanto affermato dal primo ministro e dal suo staff, che si era affrettato a spiegare come Israele stia “lavorando per sconfiggere Hamas attraverso vari mezzi, come raccomandato da tutti i vertici dell’apparato di sicurezza”.

Intanto, secondo il quotidiano israeliano di sinistra Haaretz ci sono immagini satellitari che dimostrano come nelle ultime settimane una nuova milizia palestinese abbia ampliato la sua presenza nel sud di Gaza, operando – spiega il giornale – “all’interno di un’area sotto il controllo diretto” dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane).

Poche settimane fa Haaretz aveva parlato dell’esistenza di un gruppo definito Servizio Anti-Terrorismo, che opera nei pressi di Rafah e capeggiato da Yasser Abu Shabab, già noto per le sue attività criminali e per il saccheggio di aiuti umanitari lo scorso anno.

Il gruppo sarebbe composto da un centinaio di uomini armati fino ai denti, e con tanto di lasciapassare, tacito (e omertoso, di fronte alle richieste di chiarimento), dell’IDF. Il leader della banda comunica (anche) attraverso i social: sulle pagine di Facebook pubblica messaggi contro Hamas e contro l’Autorità Palestinese, promuovendo gli sforzi della sua milizia per garantire sicurezza e distribuire aiuti ai civili.

Filmati dove si possono vedere pattugliamenti, fermi, controlli, ispezioni a convoglio di Croce Rossa e ONU sulla strada Salah al-Din, la principale arteria tra nord e sud di Gaza, e con tanto di armamentario e bandiera palestinese.

Sempre Haaretz rivela come in un altro video, postato dallo stesso Abu Shabab, gli uomini che comanda montano un campo di accoglienza e scaricano cibo da un camion delle Nazioni Unite. E in un messaggio allegato si dice che “i cittadini di Gaza che cercano rifugio dai bombardamenti possono recarsi presso il nostro accampamento per ricevere cibo, riparo e protezione”.

Grazie a immagini satellitari di Planets Labs, Haaretz ha identificato la tenda del campo, dimostrando che si trovava in una zona costruita direttamente dall’IDF, vicino al confine con l’Egitto.

Criminale planetario

Tutto normale? Secondo quanto dichiarato da Netanyahu in risposta alle accuse di Lieberman, sì. Non a caso è un primo ministro anche per questo atteggiamento imperturbabile di fronte ai retroscena logistici del genocidio in atto a Gaza, e perciò ai mezzi per portarlo a compimento, definito da alcuni analisti un “criminale planetario”. Come pochi nella Storia.

Valerio Giacoia
valeriogiacoia@yahoo.it
©️ RIPRODUZIONE RISERVATA

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