UGANDA

Sventato attacco dei terroristi a Kampala, uccisa figlia di un kamikaze del 2021

Africa ExPress
Kampala 6 giugno 2025

E’ fallito l’attentato di martedì scorso davanti al Santuario dei martiri ugandesi di Munyonyo, nella periferia di Kampala, capitale dell’Uganda. Secondo quanto riportato dalle forze armate ugandesi (UPDF), due sospetti kamikaze sono stati intercettati e neutralizzati dalle forze del controterrorismo, mentre viaggiavano sulla loro motocicletta a poca distanza dalla chiesa.

Nessun civile è stato ferito, eppure nella vicina chiesa erano presenti parecchi fedeli riuniti in preghiera. Il 3 giugno è il giorno della commemorazione dei martiri – 22 cattolici e 23 anglicani convertiti al cristianesimo  – che, per questo motivo, furono condannati a morte e uccisi fra il 31 gennaio 1885 e il 27 gennaio 1887.

Kampala, Uganda: uccisi due presunti terroristi di ADF

In base a quanto riferito da fonti della sicurezza ugandese, i militari hanno freddato due presunti terroristi si ADF, un uomo e una donna. La giovane è stata identificata come la figlia di un terrorista che si è fatto saltare per aria alla stazione centrale di polizia di Kampala durante i micidiali attacchi del 2021.

Fedeltà all’ISIS

ADF (acronimo per Allied Democratc Forces) è un gruppo armato di origine ugandese, fondato negli anni ‘90 per spodestare Yoweri Museveni, accusato di maltrattare i musulmani. Dal 1995 l’organizzazione è soprattutto attiva nell’est del Congo-K e pochi anni fa ha giurato fedeltà all’ISIS in Africa centrale (ISCAP).

 

La figlia di terrorista ADF, kamikaze del 2021

I miliziani sono accusati di aver massacrato migliaia di civili nella ex colonia belga e di aver commesso attacchi in Uganda. Nel 2021 gli Stati Uniti hanno inserito i ribelli nella lista dei gruppi terroristi.

Paese limitrofo

Le truppe di Kampala sono presenti in Congo-K dal 2021 nell’ambito dell’operazione Shujaa (che tradotto dallo swahili significa “eroi”, ndr), ufficialmente per dare la caccia ai terroristi di ADF a fianco ai soldati dell’esercito di Kinshasa (FARDC). A gennaio l’Uganda ha dispiegato altri mille uomini nel Paese confinante, portando così il contingente a oltre 5mila unità.

Malgrado il dispiegamento delle forze in campo, ADF continua a colpire la popolazione congolese, in particolare i cristiani, specie da quando si è alleato con ISCAP.

Dispiegamento truppe

A fine gennaio di quest’anno il ministero della Difesa ugandese ha spiegato di aver rafforzato la presenza nella RDC soprattutto per salvaguardare gli interessi dell’Uganda durante il conflitto in corso tra FARDC e il gruppo armato M23, sostenuto dal Ruanda. L’organizzazione ribelle prende il nome da un accordo firmato dal governo del Congo-K e da un’ex milizia filo-tutsi il 23 marzo 2009.

Il ruolo di Kampala nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo è passato in gran parte sotto silenzio durante le recenti violenze tra M23 e FARDC. Secondo alcuni esperti la presenza del contingente ugandese mira soprattutto a garantire la sicurezza e gli interessi economici di lunga data nell’area ricca di minerali.

Accuse ONU

Va anche ricordato che gli esperti dell’ONU nel loro rapporto dello scorso luglio hanno accusato ufficiali dell’intelligence militare ugandese di aver fornito supporto logistico e mezzi di trasporto a capi del movimento ribelle M23 nelle aree sotto il loro controllo.

Un diplomatico conoscitore della Regione dei Grandi Laghi ha rivelato recentemente ai reporter di AFP che Il ruolo di Kampala nei confronti del gruppo armato sostenuto dal Ruanda è poco chiaro.

Il ruolo Kampala

Lo stesso esperto, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha anche sostenuto che esiste una “simpatia etnica” tra la comunità hima, alla quale appartiene Museveni, e i tutsi che costituiscono la maggioranza di M23. Entrambi tradizionalmente sono allevatori e non contadini.

E non è affatto un segreto che tra Museveni e Paul Kagame, presidente del Ruanda, c’è una relazione “da mentore / fratello maggiore”, in quanto l’attuale capo di Stato di Kigali aveva combattuto con il futuro leader ugandese durante la “Bush war” (guerra della foresta ugandese) degli anni ’80.

Yoweri Museveni, presidente dell’Uganda

E a febbraio, lo stesso presidente ugandese aveva dichiarato: “La nostra presenza in Congo non ha nulla a che fare con la lotta ai ribelli di M23”.

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Valentina Vergani Gavoni

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, autrice dei libri "Metodo giornalistico applicato alla ricerca sociale a fine scientifico" e "Il mondo in un quartiere: immigrazione di massa, salute mentale, degrado e riqualificazione urbana". Fondatrice del Metodo CJM - Codified Journalistic Method. Laureata in International Relations and Politics in UK con un Master in Giornalismo IULM. Attualmente iscritta alla triennale di Psicologia.

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