AFRICA

Mozambico: reparti speciali di polizia sparano contro auto dell’ex candidato presidente Mondlane, morti e feriti

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
7 marzo 2025

Nella tarda mattinata del 5 marzo le Unità di intervento rapido (UIR) della polizia mozambicana hanno aggredito il corteo del candidato presidente dell’opposizione Venancio Mondlane. L’attacco ha lasciato sull’asfalto due morti. I feriti sono sedici tra questi anche due bambini che erano appena usciti da scuola. 

La dinamica della sparatoria

Il corteo di auto di Mondlane, ex candidato presidente per il Partito Ottimista per lo Sviluppo del Mozambico (PODEMOS) sta attraversando la capitale Maputo. Al suo seguito i manifestanti in festa che appoggiano il politico e contestano il risultato delle elezioni. Un risultato giudicato truffa elettorale.

Poco dopo le 13.00 “Un contingente dell’UIR ha speronato la carovana di Venancio Mondlane e ha iniziato a sparare con proiettili veri e gas lacrimogeni. Questo contingente, pesantemente e sproporzionatamente armato, era trasportato in due veicoli blindati e sei auto furgonate Mahindra”, si legge nella nota del team di Mondlane.

“I colpi sono stati sparati a distanza ravvicinata e diretti contro coloro che seguivano Venâncio Mondlane. Sono state uccise due persone tra le quali anche un membro dell’équipe del candidato presidente”, dice il comunicato.

Questo materiale video ci è stato inviato dal Mozambico
Attenzione! Questo video potrebbe urtare la vostra sensibilità
Unità di intervento rapido (UIR) sparano a manifestazione di Venancio Mondlane

La protesta del “popolo di Mondlane” era contro la sua esclusione dall’accordo con i partiti di opposizione. I gruppi politici invitati lo avevano firmato mercoledì mattina con Daniel Chapo, candidato del FRELIMO insediatosi alla presidenza del Mozambico il 15 gennaio. L’attacco è stato trasmesso in diretta sui social media nei profili online dell’ex candidato alla presidenza.

Venâncio Mondlane, contattato dalla Radio televisione portoghese (RTP) ha confermato di stare bene. Il politico ha dichiarato che diversi membri del suo staff sono stati feriti. Ma non si sa se lui è stato colpito e dove si trova nel momento in cui scriviamo. Secondo la polizia era necessario disperdere la manifestazione per problemi di ordine pubblico ma molti si chiedono: “Perché sparare ancora sui dimostranti?”.

Post di un bimbo ferito dalla polizia dopo la sparatoria contro Mondlane

Perchè hai fatto sparare a mio figlio?

“Presidente Daniel Chapo, perché hai fatto sparare a mio figlio? Ti scrivo col cuore ferito…che male ha fatto il mio bambino? Stava solamente uscendo da scuola con la divisa scolastica – è il post su facebook di un padre disperato – . È per questo che hai chiesto il nostro voto? Per ammazzare i nostri figli?…Era solo un bambino innocente”.

Morti, feriti e arresti arbitrari

Dal 21 ottobre 2024 al 16 gennaio 2025, la piattaforma mozambicana Decide, ha registrato 315 morti, in tutto il Paese. Nelle manifestazioni contro i brogli elettorali il 91 per cento dei decessi è stato causato da colpi sparati con proiettili veri dalla polizia. Il restante 9 per cento è deceduto per inalazione di gas lacrimogeni o aggressione fisica.

Le manifestazione di protesta indette da Mondlane sono state un successo di popolo. Decide ha registrato circa 730 sparatorie della polizia che hanno causato più di 3.000 feriti. Le detenzioni illegali sono state oltre 4.200 in tutto il Mozambico. Il 96 per cento di questi è ancora in custodia.

Mondlane scampato ad altro attentato

Non è la prima volta che l’ex candidato presidente sfugge a un attentato. Era già stato minacciato di morte via social. Mentre era in Sudafrica con la famiglia in esilio volontario, ha raccontato di essere scampato per miracolo ai killer che stavano entrando in casa.

Il 19 ottobre scorso gli squadroni della morte mozambicani, a Maputo hanno freddato con una ventina di proiettili due suoi importanti collaboratori. Si chiamavano Elvino Dias e Paulo Guambe.

Mondlane alla manifestazione a Maputo

Non si arrende

Mondlane, continua a contestare le elezioni dello scorso 9 ottobre vinte dal partito FRELIMO al potere dall’indipendenza (nel 1975) senza soluzione di continuità. Brogli provati con schede elettorali precompilate, elettori fantasma, seggi sotto il controllo del FRELIMO, opacità nel conteggio dei voti e altro.

L’indagine “25 years of electoral fraud, protected by secrecy” (25 anni di frodi elettorali protette dal segreto) conferma i brogli del partito al potere. Lo ha pubblicato il Centro per l’integrità pubblica (CIP), ONG di Maputo

Venancio Mondlane, dopo essere scampato anche a quest’ultima sparatoria continua a convocare manifestazioni contro il FRELIMO e la truffa elettorale.

“Vogliamo annunciare che dal 2025 fino al 2030 ci saranno 1.825 giorni di manifestazioni quotidiane. Se non fate quello che vuole il popolo, non governerete in Mozambico”, ha dichiarato.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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