BURKINA FASO

Almeno settanta bimbi e anziani massacrati in Burkina Faso

Africa ExPress
14 novembre 2023

Le autorità di Ouagadougou hanno confermato la morte di almeno 70 persone a Zaongo, villaggio situato nel centro-nord del Burkina Faso. Il massacro si è consumato il 5 novembre scorso e finora nessuno ha rivendicato il terribile attacco, durante il quale sono state incendiate anche molte case. Le vittime sono per lo più bambini e anziani.

Zaongo, Burkina Faso: almeno 70 morti

Simon Gnanou, procuratore della ex colonia francese, ha precisato ieri che solamente dopo aver ascoltato i familiari delle persone brutalmente ammazzate, si potrà determinare il numero esatto delle vittime. Una inchiesta sulla carneficina è finalmente in corso, dopo le sollecitazioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti di far luce su questo massacro.

Il procuratore, che si è recato personalmente a Zaongo per un sopralluogo, ha riferito che l’accesso al villaggio non è stato semplice. La strada ha dovuto essere dapprima liberata dalle mine e gli inquirenti, accompagnati da una speciale brigata investigativa antiterrorismo, hanno dovuto pure rispondere ad un attacco al convoglio.

Un residente della zona, ha confessato a AFP, che prima del sanguinario attacco del 5 novembre, Zaongo è stato l’unico villaggio della zona a non aver mai subito aggressioni da parte dei terroristi. “Non si esclude – ha precisato l’uomo – che gli abitanti siano stati collaboratori dei jihadisti.

Sta di fatto che la carneficina si è consumata due giorni dopo intensi combattimenti tra le forze di sicurezza burkinabé e miliziani di gruppi armati di matrice terrorista nella zona.

Dal 2015 il Burkina Faso, in particolare la parte settentrionale del Paese, è in preda a una spirale di violenza, attribuita a gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda e all’organizzazione dello Stato Islamico (EI), che ha causato oltre 17.000 morti tra civili e militari e più di 2 milioni di sfollati.

Già lo scorso aprile è stata aperta un’altra indagine sulla morte di 136 persone (tra loro 50 donne e 21 bambini), perpetrato da uomini in uniforme militare a Karma, nel nord del Paese. All’epoca dei fatti, il presidente della transizione, Ibrahim Traoré, aveva chiesto di evitare “conclusioni affrettate” e accuse nei confronti dell’esercito, prima della chiusura dell’inchiesta. Peccato solo che fino ad oggi Ouagadougou non abbia rilasciato nessun comunicato ufficiale sulle responsabilità del massacro di aprile.

Traoré, salito al potere con un colpo di Stato nel settembre 2022, aveva dichiarato di aver preso in mano la situazione per ristabilire la sicurezza nelle zone fuggite al controllo del governo centrale. Ma anche sotto il governo della giunta militare la situazione non è migliorata.

La scorsa settimana il ministro della Difesa burkinabé, Kassoum Coulibaly ha incontrato il suo omologo russo, Sergueï Choïgou, a Mosca. Alla fine dei colloqui entrambe le parti hanno affermato che i due governi intendono rafforzare la cooperazione in ambito militare.

Una collaborazione in tal senso è emersa subito dopo il golpe del settembre 2022. Allora l’ex consigliere del Cremlino, Sergei Markov, aveva detto: “Un altro Paese africano passerà dalla cooperazione con la Francia all’alleanza con la Russia”.

Infatti, il Burkina Faso ha rescisso gli accordi di difesa e assistenza militare con la Francia nel gennaio 2023, costringendo al ritiro di tutti militari francesi presenti nel Paese nell’ambito dell’operazione antiterrorismo “Sabre”.

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