GABON

Dopo 57 anni finisce con un golpe in Gabon la saga della dinastia Bongo: i militari cacciano Ali l’ultimo dittatore

Africa ExPress
Libreville 30 agosto 2023

Regna la confusione in Gabon.  Non appena è stata resa nota la vittoria di Ali Bongo Ondimba alle elezioni presidenziali che si sono svolte sabato scorso, una decina di militari hanno annunciato alla TV pubblica Gabon 24 l’annullamento del voto, lo scioglimento delle Istituzioni e la chiusura delle frontiere.

Dopo 57 anni termina così la saga della dinastia Bongo, al potere il Gabon ininterrottamente dal 1966 prima con il padre Omar Bongo Odimba e poi con il figlio Ali, al potere sotto l’ala protettrice della Francia cui la famiglia garantiva interessi e prebende.

Un gruppo di militari legge il comunicato alla televisione

Uno dei militari ha letto un comunicato a nome del Comité de transition et de restauration des institutions, precisando, tra l’altro, che il gruppo ha deciso di porre fine all’attuale regime, che rischia di far precipitare  nel caos l’intero Paese per la sua “governance irresponsable”.

Come si è potuto osservare in TV, il comitato dei golpisti è composto da membri della Guardia Repubblicana (GR), della guardia pretoriana della presidenza, riconoscibili dai loro berretti verdi, oltre a militari dell’esercito regolare e agenti di polizia. La dichiarazione della presa del potere è stata trasmessa anche dall’emittente pubblica Gabon Première.

Solo poche ore prima, alle 3 del mattino ora locale, Michel Stéphane Bonda, a capo del Centro Nazionale Elettorale (CGE) aveva annunciato alla TV di Stato Gabon Première la vittoria di Ali Bongo Ondimba per un terzo mandato con il 64,27 per cento delle preferenze.

Il suo principale rivale, Albert Ondo Ossa si è fermato al il 30,77 per cento.  Sabato, già due ore prima della chiusura dei seggi, il rivale di Bongo aveva denunciato brogli elettorali.

I giornalisti della France Presse hanno riferito di aver sentito spari automatici a Libreville durante la lettura dei risultati ufficiali all’emittente di Stato.

E, sabato sera, per evitare la diffusione di notizie incontrollate e bloccare sul nascere eventuali violenze, il regime ha decretato il coprifuoco e l’interruzione di internet su tutto il territorio nazionale.

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