MOZAMBICO

Mozambico, ancora attacchi jihadisti e l’esercito fa i conti con l’ubriachezza molesta

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
19 maggio 2023

A Cabo Delgado, fuori dall’area dei giacimenti di gas sotto controllo dell’esercito ruandese (RDF) a Palma, i jihadisti di Al Sunnah wa-Jammà continuano a colpire.

Carta de Moçambique riporta combattimenti tra jihadisti contro l’esercito regolare (FADM) e soldati del Botswana della missione militare della Comunità per lo sviluppo dell’Africa Meridionale (SAMIM). È successo nel distretto di Muidumbe nel fine settimana del 29 e 30 aprile.

Il bilancio degli scontri è stato di cinque morti e una decina di militari FADM feriti. In un comunicato del 3 maggio l’ISIS ha rivendicato l’attacco sui suoi canali social.

Carta conferma anche un agguato a un mezzo militare mozambicano. Ma, cosa assai peggiore, secondo il sito Cabo Ligado, è probabile che siano state rubate anche grandi quantità di armi e munizioni.

Mappa degli scontri a Cabo Delgado (Courtesy Cabo Ligado)

Riappare Bonomade Machude Omar

Secondo una fonte locale, i jihadisti che operano in quell’area sarebbero comandati da Bonomade Machude Omar. Bonomade è uno dei capi dei gruppi armati che nel marzo 2021 hanno occupato la città di Palma “capitale” dell’area degli impianti di gas.

A Palma i jihadisti di Omar, per una settimana, hanno terrorizzato e ammazzato civili mozambicani e stranieri per poi fuggire dopo aver distrutto tutto.

Machude Omar è nella lista nera dei gruppi terroristici globali più pericolosi compilata da Stati Uniti e Unione Europea. È anche noto come leader dell’insurrezione di Cabo Delgado fin dal suo inizio, nel 2017.

I jihadisti decapitano ancora

Zitamar News conferma che nel distretto di Muidumbe, l’11 maggio, un gruppo jihadista ha catturato due raccoglitori di banane. Uno di loro è stato decapitato. Hanno lasciato vivo l’altro per mandarlo nel villaggio a dire che stavano arrivando.

Il 14 maggio, a Ceta, nel distretto di Macomia, un gruppo composto da una ventina di jihadisti, durante la notte ha attaccato una base militare SAMIM. Il soldati  della Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Meridionale hanno risposto al fuoco costringendoli a ritirarsi.

Unità di intervento rapido (UIR) in Mozambico

Ubriachezza dei militari che imbarazza Nyusi

Nonostante il training ai militari mozambicani di Stati Uniti e gli aiuti dell’Unione Europea, le Forze armate mozambicane mettono in imbarazzo il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi.

Ma c’è un problema che più lo disturba è l’ubriachezza molesta delle FADM. La ONG Cabo Ligado riporta che, nel distretto di Ancuabe, ufficiali militari ubriachi hanno sparato in aria senza motivo spaventando la popolazione.

Una fonte ha riferito anche le malefatte degli ufficiali dell’Unità di intervento rapido (UIR). Nel distretto di Ancuabe, militari ubriachi, hanno molestato, picchiato e rapito dei civili.

Nel giugno 2022, a Quissanga, soldati mozambicani sono sospettati di aver sparato contro auto civili. Erano stati visti bere vicino al luogo della sparatoria. Perfino il ministro degli Interni aveva criticato la loro ubriachezza e l’abbandono delle proprie postazioni.

Nel settembre 2020, Africa Express ha denunciato l’assassinio di una donna incinta e di suo figlio undicenne. Militari mozambicani, dopo averla violentata e bastonata, l’hanno massacrata con 36 colpi di Kalashnikov filmando la terribile scena. Non è difficile capire perché i mozambicani di Cabo Delgado non si fidano delle loro Forze armate.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com

Twitter:
@sand_pin
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vuoi contattare Africa ExPress? Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza al numero +39 345 211 73 43 e ti richiameremo. Specifica se vuoi essere iscritto alla Mailing List di Africa Express per ricevere gratuitamente via whatsapp
le news del nostro quotidiano online.

Sostieni il nostro giornalismo indipendente

Ogni contributo aiuta a mantenere l’informazione libera.

Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

Recent Posts

Tra corruzione, inefficienza e disservizi, in Nigeria emerge una nuova dinastia imprenditoriale: gli Chagouri

Dalla Nostra Corrispondente Blessing Akele Lagos, 18 maggio 2026 Tutto il mondo è in Nigeria,…

4 ore ago

Lo spettro dell’ebola torna in Congo-K: oltre 80 morti nel nord-est

Africa ExPress 17 maggio 2026 Ci risiamo, ebola si è nuovamente risvegliato nella Repubblica Democratica…

1 giorno ago

Le contraddizioni dell’Occidente in Medio Oriente, tra diritti umani e realpolitik

Speciale per Africa ExPress Emanuela Ulivi 16 maggio 2026 Stando ai dati di Human Rights…

2 giorni ago

Mali: sabotaggi alla rete elettrica e blocchi stradali, i terroristi continuano a sfidare la giunta militare

Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes 14  maggio 2026 Vivere a Bamako, la capitale…

3 giorni ago

Il cielo sopra Israele sta diventando cupo

Da Haaretz Gideon Levy Tel Aviv, 28 aprile 2026 Il 22 aprile Israele ha celebrato…

5 giorni ago

Shirin Neshat a Venezia: quando il potere ti toglie la parola

Speciale per Africa ExPress Alessandra Fava 12 Maggio 2026 Se ti perseguita una dittatura scappi…

6 giorni ago