GIBUTI

Nuova collocazione geopolitica Gibuti a fianco della Cina con una lettera a Pechino da 100 milioni annui

Africa ExPress
10 agosto 2022

La lettera inviata domenica scorsa da Rassemblement populaire pour le progrès (RPP) (Raggruppamento Popolare per il Progresso), partito al potere a Gibuti, al ministro cinese del dipartimento Internazionale del comitato centrale  del partito comunista cinese, con copia all’ambasciatore di Pechino accreditato nel Paese del Corno d’Africa, ha suscitato non poca perplessità, ma anche una certa ilarità.

Il segretario generale di RPP, Ilyas Moussa Dawaleh, ha precisato nella missiva che per il suo partito esiste una sola Cina; Taiwan è una parte integrante del territorio cinese e il governo della Repubblica Popolare Cinese è l’unico governo legittimato dell’isola.

Certo, un atto dovuto da parte di Gibuti, che ospita l’unica base militare cinese all’estero e Pechino versa ben 100 milioni di dollari all’anno per la concessione del terreno sul quale è sorta il complesso militare.

La base militare cinese a Gibuti

Si tratta di una struttura imponente. Secondo l’agenzia Stratfor, una delle più importati piattaforme di intelligence geopolitica molto vicina alla CIA e ad altri servizi statunitensi, la superficie è impressionante: una parte terrestre, dunque visibile e una parte sotterranea che si estenderebbe su ben ventitremila metri quadrati e dovrebbe essere suddivisa su tre livelli molto protetti.

Una base navale ben lontana da essere un semplice supporto logistico, perché nei tre livelli sotterranei sono previsti anche degli hangar per aerei e una grande superficie asfaltata, senza ovviamente contare le strutture esterne.

L’edificio, inaugurato nel 2017, è situato vicino al porto di Doraleh e la Zona franca di Gibuti, entrambi costruiti sempre dai cinesi.

Malgrado le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina dopo la visita a Taiwan di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Stephen Townsend, comandante uscente (è in pensione da ieri) di AFRICOM, con sede a Stoccarda, Germania, ha precisato che non ci sarebbero assolutamente mai stati problemi, né in passato e tantomeno ora, tra le truppe cinesi e quelle statunitensi a Gibuti.

Camp Lemonnier (base USA a Gibuti) e quella cinese si trovano a poca distanza l’una dall’altra. Gibuti ospita anche una grande base francese e una piccola struttura italiana.

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