AFRICA

Mozambico, 2.800 soldati di cinque Paesi africani contro i jihadisti di Cabo Delgado

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
6 agosto 2021

Dal 6 agosto anche l’Angola, con i suoi soldati, si unisce alla forza militare della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (SADC). L’obiettivo è fermare i jihadisti di Alhu Sunnah wa-Jammà, associati allo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Centrale (ISCAP). L’Assemblea Nazionale angolana, il 27 luglio, ha approvato all’unanimità l’invio di personale militare in Mozambico.

Luanda ha deciso di schierare 20 ufficiali e un aereo da trasporto nell’area rovente di Cabo Delgado, estremo nord del Mozambico. Sono otto ufficiali delle Forze armate angolane (FAA) per il comando delle forze in stato di allerta e due nella struttura di cooperazione regionale. A integrazione della missione anche un cargo russo Ilyushin IL76 con dieci membri di equipaggio.

Aereo cargo angolano Ilyushin IL76

Soldati angolani solo nella logistica

La missione angolana a Cabo Delgado durerà 3 mesi e il governo di Luanda ha anticipato €485 mila, la metà del budget previsto. “Il 6 agosto i nostri militari andranno in missione insieme ad altre forze regionali” – ha dichiarato il generale Francisco Furtado. “Ma i nostri soldati non saranno impegnati nel teatro operativo e non ci sarà personale russo, nemmeno per la manutenzione dell’IL76” – riferisce il giornale Angola Online.

Chi sono gli altri militari africani in Mozambico

Al momento in cui scriviamo in Mozambico ci sono, o stanno per arrivare, circa 2.800 soldati africani. Il Ruanda è stato il primo Paese africano a mandare 1.000 soldati per arginare il terrorismo jihadista. I militari ruandesi sono arrivati nella provincia ricca di idrocarburi e rubini il 9 luglio. Non hanno una data di fine mandato, questione criticata dai media mozambicani sull’opacità dell’operazione. Lasceranno il Mozambico “a lavoro finito”. Non fa parte dei 16 Paesi SADC ma il presidente mozambicano Filipe Nyusi e l’omologo ruandese Paul Kagame hanno siglato un accordo bilaterale per l’intervento armato.

Militari ruandesi in partenza per Cabo Delgado

I 1.500 militari della South African National Defense Force (SANDF), dopo mesi di attesa per la titubanza di Nyusi, sono arrivati il 15 luglio. Il costo dell’operazione, che scade il 15 ottobre, è di circa €58 milioni. Nel luglio 2020 l’ISIS ha minacciato di attaccare il Sudafrica nel caso fosse intervenuto in Mozambico e nell’attacco di Palma sono stati segnalati jihadisti sudafricani.

Anche il Botswana, da luglio, è presente a Cabo Delgado con un contingente di 296 soldati e mezzi blindati, per partecipare alla forza d’intervento SADC. Lo Zimbabwe ha promesso di inviare 300 istruttori per l’addestramento delle forze mozambicane mentre la Tanzania ha garantito la sua presenza. Il budget dell’intervento militare SADC in Mozambico è di quasi €11 milioni.

Primi successi dei militari mozambicani e ruandesi

Intanto l’intervento congiunto delle Forze armate mozambicane (FADM) e dei militari ruandesi sta dando i risultati previsti. Secondo fonti dell’agenzia portoghese Lusa, hanno riconquistato varie aree del distretto di Mocimboa da Praia, quartier generale jihadista. Tra queste Awasse e Diaca liberando un nodo stradale chiave. Fonti del ministero della Difesa mozambicana hanno confermato la cattura di materiale bellico e l’uccisione di diversi membri dei gruppi armati. Le operazioni hanno avuto l’appoggio dell’aviazione.

Dall’ottobre 2017, inizio del terrorismo jihadista a Cabo Delgado, secondo i dati ACLED ci sono stati oltre 3.200 morti, maggior parte civili. Le agenzia ONU riferiscono che gli sfollati superano gli 800 mila, in maggioranza donne e bambini.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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