AFRICA

Stampa in Mozambico: cacciati giornalisti stranieri che indagavano su guerra

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
4 marzo 2021

Peggiora la situazione della libertà di stampa in Mozambico e questa volta ne fa le spese Zitamar News con redazione a Maputo e Londra. Un altro giro di vite che ha portato all’espulsione di due giornalisti britannici: Tom Bowker e Leigh Elston residenti a Maputo da cinque anni.

Libertà di stampa, homepage di Zitamar News

Bowker, già corrispondente di Bloomberg, è direttore responsabile di Zitamar News. È una testata online britannica nota per l’ottima copertura della guerra a Cabo Delgado in lingua inglese. Leigh Elston è sua moglie oltre che socia del giornale. Amade Miquidade, ministro degli Interni, ha espulso dal Paese la coppia di giornalisti che ha lasciato il Mozambico con i due figli. Al giornalista è stato vietato l’ingresso nel Paese africano per 10 anni.

Formalmente, l’espulsione di Tom Bowker è stata motivata con il fatto che, nel Regno Unito, Zitamar non è una testata registrata quindi “non riconosciuta” in Mozambico. Di fatto è un cavillo perché in Gran Bretagna non c’è bisogno registrazione, ma con questo pretesto Bowker non può lavorare come giornalista.

Il giornalista ha annunciato la sua espulsione con un tweet ringraziando tutti coloro che lo hanno aiutato.

Vietato fare i giornalisti a Cabo Delgado

I giornalisti che parlano di Cabo Delgado sono in pericolo. Nel 2019 i militari mozambicani hanno arrestato Amade Abubacar e Germano Daniel Adriano, giornalisti di emittenti radio TV locali. Dopo tre mesi in carcere senza capi d’accusa sono stati rilasciati su cauzione. Sorte peggiore invece quella di Ibraimo Mbaruco, giornalista radiofonico scomparso nell’aprile 2020 dopo aver chiamato i colleghi avvisandoli che era circondato da militari. Da quel momento è sparito e non ci sono sue notizie.

Una voce scomoda sulla guerra nel nord del Mozambico

Tentativo per mettere il bavaglio a Zitamar News perché voce scomoda? Tom Bowker, che si è trasferito in Francia, non si scompone. “Possiamo fare il nostro lavoro da qualsiasi parte del mondo. In particolare, coprendo Cabo Delgado” – ha dichiarato a DW . “Da Maputo dista almeno 2.000km, possiamo coprire il conflitto anche dalla Francia”. E aggiunge: “Sembra che il governo voglia avere un maggiore controllo nel settore dei media. Questo è preoccupante”.

La reazione contro l’espulsione di Bowker

Sono molte le voci critiche riguardo alla cacciata di Bowker, anche a livello internazionale. “L’espulsione del giornalista Tom Bowker invia un messaggio agghiacciante alla comunità dei media mozambicani”, ha commentato il Comitato protezione giornalisti (CPJ) di New York.

L’Istituto per la comunicazione sociale dell’Africa australe (MISA-Moçambique) ha espresso “Profonda preoccupazione e raccapriccio  per la decisione del governo di espellere il giornalista. Un ordine impartito in modo arbitrario senza seguire le procedure legali”.

Il commento più duro è però quello di Joseph Hanlon, accademico della Open University (GB) e grande conoscitore del Mozambico. “Il Frelimo (partito al potere, ndr) continua a dipingere la guerra come una destabilizzazione dall’esterno dello Stato islamico. Non vuole che si riferisca che l’avidità dell’élite e la cattiva condotta dell’esercito e della polizia stanno spingendo le persone a unirsi all’insurrezione”.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
@sand_pin

 

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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