ZIMBABWE

Il ministro della salute dello Zimbabwe chiede ai cinesi profilattici di taglie più grandi


Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 7 marzo 2018

“Importiamo preservativi dalla Cina ma alcuni uomini si lamentano che sono troppo piccoli”. Con queste parole la settimana scorsa, David Parirenyatwa, ministro della Sanità dello Zimbabwe, ha chiesto ai cinesi di produrre i profilattici di una taglia più grande. Lo ha fatto ad Harare in occasione dell’inaugurazione delle campagna contro l’Hiv/Aids 2018.

David Parirenyatwa, ministro della Salute dello ZImbabwe

La notizia, come prevedibile, ha fatto il giro del mondo probabilmente perché è pensiero comune che le misure africane vadano oltre lo standard. Che sia realtà o leggenda metropolitana, si accompagna al pensiero comune sulle misure degli asiatici, minori dello standard. La richiesta di Parirenyatwa sembrerebbe confermare almeno la prima.

“Non possiamo produrre profilattici – ha affermato il ministro – e, vista l’alta incidenza di Hiv in Africa australe, stiamo promuovendo l’uso dei preservativi”. Parirenyatwa vuole però anche contare su una produzione locale di condom “formato africano” e ha invitato le imprese zimbabwiane darsi da fare. Un bel business visto che, nel 2017, ne sono stati distribuiti 111 milioni. Tutti di importazione cinese.

Profilattici

Una risposta alle richieste dell’ex colonia britannica è arrivata attraverso le colonne del South China Morning Post di Hong Kong da Zhao Chuan, amministratore delegato di Beijing Daxiang e His Friends Technology Co, aziende cinesi produttrici di profilattici.

In una email, Chuan ha dichiarato che sono iniziati dei sondaggi sui dati degli utenti di quella regione africana per una futura produzione con dimensioni diverse. Ha anche specificato che i cinesi preferiscono preservativi più sottili senza preoccuparsi delle dimesioni mentre i clienti del Nord America preferiscono contraccettivi più morbidi.

Non è la prima volta che l’Africa ha problemi con i preservativi cinesi. Nel 2013 il Ghana aveva denunciato e sequestrato una partita di oltre 110 milioni di profilattici bucati, non sufficientemente lubrificati e che si rompevano facilmente.

Dati Hiv/Aids Zimbabwe aggiornati ad agosto 2017 (Fonte Unaids)

Ma al di là delle polemiche sulla dimensione del preservativo e di ciò che lo indossa, il problema dell’Hiv in Africa sub-sahariana è estremamente grave e il profilattico è lo strumento migliore per proteggersi sia dall’Aids che dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Secondo dati 2017 Unaids (agenzia Onu per la lotta all’Aids), riferiti al 2016, in Zimbabwe, su 12,5 milioni di abitanti 1,3 milioni vivono con l’Hiv, il 13,5 per cento della popolazione e il 74 per cento di questi assumono antiretrovirali. Sono stati registrati 30 mila decessi a causa della malattia, un miglioramento rispetto ai dati del 2013 che hanno contato 61 mila morti.

Dal 2010 al 2016 c’è stata anche diminuzione delle infezioni che da 79 mila sono scese a 40 mila. Questo grazie al cambiamento di comportamento della popolazione e per copertura dei trattamenti e della prevenzione, soprattutto riguardo alla trasmissione della malattia da madre a figlio.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin

Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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